La favola della cicala.

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La favola della cicala.

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Che bella quella favola... dove la formica lavorava mentre la cicala suonava tutta l'estate.

Poi arrivava l'inverno e la cicala non aveva da mangiare.

In realtà la cicala all'inverno manco ci arriva.

Ma la storia che vado a raccontarvi non è la solita storia della cicala e la formica, ma bensì la storia del basa e le cicale.

Quello che sto per dirvi non ha valore scientifico e non mi interessa nemmeno sapere se sia vero o no, mi piace raccontare l'escalation di eventi.

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Per qualche anno sono stato in ferie nel solito posto, in una pineta marittima fantastica ma piena di cicale ovunque.
Suono fastidiosissimo il primo giorno di ferie, appena arrivati e poi il canto diventa una dolce melodia per il resto della vacanza, anche perché all'imbrunire tutte si zittiscono di botto a parte qualche stronza che va avanti stacanovista.

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Le cicale maschio suonano per attirare le femmine per accoppiarsi prima che l'inverno le stermini tutte.

Comunque, sto divagando troppo e giuro che questo discorso non ha niente di scientifico o di documentato, è puramente una storia, vera perché il protagonista sono io, ma tutto ciò che viene detto è esclusivamente un ' sentito dire ' al quale io non ho voluto dar modo di rovinarmi le ferie.

Una sera eravamo seduti al bar del villaggio ad aspettare la fine della babydance e sentivo degli spruzzini addosso, degli schizzetti per l'esattezza, come se un figlio di puttana mi stesse spruzzando con la pistola ad acqua.
Avete presente la situazione?

Mi giravo e niente...

Poi ancora schizzetto.

  • dove sei figlio di puttana.

Ma poi niente di niente in giro.

Credevo fosse un bambino con una cazzetta di pistola ad acqua.

Ad un certo punto dico

  • ma che cazzo è sta roba?

Con la mia solita finezza e tutto il garbo che mi contraddistingue da secoli, documentati tra l'altro dal mio rango di conte.

Un signore dietro di me mi dice

  • sputano le cicale.

  • Cosa?

  • Eh si... sputano le cicale perché sono nervose visto che ci sono le luci di sera e tutto il rumore che facciamo compresa la musica.

Tra l'altro che belli i tempi nei quali potevi parlare con uno sconosciuto che era seduto dietro di te a 20 centimetri e l'unica distanza da rispettare era quella del suo uccello dal tuo culo.

  • minchia mi sputano...

Ecco... non so se sia vero questo o quello che tra poco mi andrò a riraccontare facendolo leggere pure a voi, ma a me non interessa, mi va bene così.

Poco dopo ( continuo con la storia ), mi sposto al bancone del bar del villaggio e mi metto a parlare di quello che avevo sentito dal signore di prima col barista.

  • guarda che non è sputo... è pipì.

Figa pipì...
Ne frattempo passa il suo collega e dice.

  • non hanno due buchi differenti, quella non è pipì, è piscia misto merda.

Porca puttana mi stanno pisciando e cagando in testa le cicale.

Arriva il terzo barista ( il villaggio era molto grande ).

  • non è piscia e merda.

  • oh... figa... cos'è?

  • è sperma.

  • è sperma?

  • mi stanno scopando la testa? Mi stanno scopando la testa?

Avevano ragione le formiche... ste cicale di merda.
Suonano e spruzzano.

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In effetti è la vita che sognavo da giovane.

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La favola della cicala. | Ecency