Robert fu educato dal padre alla letteratura e dalla madre al pianoforte. Artisticamente scrittura e suono sono importantissime nella vita del ragazzo che improvvisa al pianoforte, e seguono nella sua vita, anche teatro e romanzi iniziati a scrivere. Le fantasie musicali sono legate a testi religiosi e pone in essere molti tentativi di concerti per pianoforte.
Tiene con sè anche un diario da cui emerge il fascino profondo che su di sè esercita la natura, che poeticamente percepisce come infinito in cui occorre perdersi per vivere felici. Finiti gli studi liceali si iscrive in giurisprudenza ma non si laureerà mai, in quanto sono studi che considera aridi e schematici. Lui era uno che "sentiva" molto più di osservare. Non ama riflettere deve sentire, preferisce l'istinto di cui è dotato. Ha una forte immaginazione e si sente, come dimostra, votato all'arte. Viaggia molto e nei suoi viaggi, il percorso italiano è tappa obbligatoria, in quanto considerata a pieno titolo patria insuperata delle arti. È solito recarsi spesso alla Scala per godere dell'ascolto della GAZZA LADRA e a Cremona per assistere a Tebaldo e Isolina. Ma in lui, tolto il paesaggio bellissimo dell'italia e dei suoi edifici storici, non resta entusiasta delle esecuzioni musicali. Manifesta una chiara intolleranza per l'opera italiana, e qui la storia si inverte... mentre per oltre 100 anni la musica italiana aveva avuto un ruolo centrale, definito a fastidio dei tedeschi KAPELLMEISTER, ora se ne rovesciano i modo di pensare, a partire da BEETHOVEN, fortemente infastidito da Rossini nella capitale asburgica.
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