CONCERTO N.5 IN MI BEMOLLE MAGGIORE.
Fu chiamato con l'altisonante titolo de l'Imperatore, perché dedicato a Napoleone Bonaparte. A differenza mia, Beethoven non nutriva interesse per gli ideali rivoluzionari, quindi ho pensato che una mia eventuale esecuzione possa avvicinarmi più di lui, a commentare musicalmente l'operato dell'imperatore Bonaparte quando assedia e bombarda la capitale austriaca. All'epoca Beethoven tutelava dai fortissimi tonfi, le proprie orecchie colpite da ciò che di li' a poco diventerà sordità, coprendosele con le mani. È una musica a mio avviso titanica, eroica e quando la suono mi rendo conto che è squillante nelle sue vaste proporzioni, in quanto se non vado errato si contano sulle 600 battute che caratterizzano il primo movimento e che sono proprie della magniloquenza delle sinfonie. E cosi' quando la eseguo per studio, creo impennate artistiche sulla tastiera, che si uniscono al fragore dell'accordo orchestrale con corni e sonorità che a volte ho l'impressione che vadano oltre il suono del pianoforte. Chi è esperto di musica,anche semplicemente un buon ascoltatore, ci faccia caso e mi dia ragione o torto. Ma il pianoforte a mio avviso, qui, diventa parte privilegiata della sinfonia. Ora strumento che colloquia con i timpani come nella composizione delle ultime battute.