[ITA/ENG] Magical Australia: Mungo Park

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👉ITA Version👈 (ENG Ver below)

Se amate come me i grandi spazi aperti, la potenza della natura inviolata, i maestosi deserti sconfinati, non potete almeno una volta nella vita non visitare l’Australia.
Sono stata un mese in terra Australe, Febbraio – Marzo 2008, ed ho avuto la fortuna di viaggiare per quasi tutta questa isola-continente, cominciando da Perth, giù fino a Kangaroo Island, Adelaide, in macchina fino a Melbourne, in areo nel suo cuore, la sconfinata terra rossa aborigena del Red Center, su fino a Cairns e giù a est fino a Sidney passando per la barriera corallina.
Vasta, ricca di siti archeologici, potente e meravigliosa, nel New South Wales ospita un luogo magico, oggi considerato patrimonio dell’umanità dall’Unesco: il Mungo Park.

Non è un luogo che le agenzie turistiche solitamente vi propongono come prioritario, anzi, se non sai della sua esistenza rischi anche di saltare questa visita in quanto gli operatori che organizzano il viaggio tendono a dirottarti su siti più famosi come i Dodici Apostoli o le Blue Mountains, ma credetemi, è un posto davvero magico dove si respira quasi l’anima della Terra.

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Il Mungo Park è raggiungibile in macchina tramite una strada sterrata da percorrere con estrema cautela se non avete un fuori strada o rischierete di dover cambiare gli pneumatici più volte.
E’ proprio in questo parco che sono stati ritrovati i resti dell’Uomo e della Donna di Mungo, vissuti intorno ai 60 - 40,000 anni fa, perfettamente conservati grazie alle condizioni climatiche molto secche ed alla particolare composizione del terreno ricco di carbonio nello stato di grafite (perdonate un chimico fallito che vuole dimostrare che ancora ci capisce qualche cosa).
L’uomo di Mungo è il più antico Homo Sapiens mai ritrovato e questa scoperta ha fatto molto scalpore in quanto fino ad allora si era pensato che tutta la nostra specie avesse come comune denominatore la provenienza dal continente Africano.

Ma non voglio aprire dissertazioni in tal senso, voglio solo mostrarvi un po’ di magia.

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Il Mungo park era un lago enorme, che è andato via via prosciugandosi nel corso dei millenni (un po’ come è successo al fiume Colorado che ha lasciato il Grand Canyon) lasciando visibile il suo fondale, chilometri e chilometri di terra arida e dune che risplendono come un paesaggio lunare.
La parte più spettacolare è chiamata Walls of China, è un sito aborigeno al quale non è più possibile accedere a piedi se non camminando su passerelle in legno ed ammirarlo da punti prefissati per non rovinarlo.
La magia di queste dune è la capacità di riflettere in modo diverso la luce in funzione dell’ora e delle condizioni atmosferiche, facendo virare il colore del paesaggio dal bianco all’arancio, al rosa e al rosso al tramonto.

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E noi abbiamo aspettato, non il tramonto perché non abbiamo scelto la visita guidata (si può fare su prenotazione con una guida aborigena che porta anche in luoghi meno accessibili di sepoltura o di vita quotidiana utilizzati nell’antichità) e dovevamo ripercorrere la strada sterrata con la luce naturale perché non c’è illuminazione tra l’altro con una macchina berlina e guida a destra.

Abbiamo scelto un giorno feriale, in modo da essere più o meno soli, ed effettivamente non abbiamo incontrato molti individui di razza umana ma piccole famigliole di specie autoctone con sguardo curioso sì (non sono assolutamente deliziosi?).

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Gli scatti sono stati realizzati con una Canon Power Shot SX100, una fotocamera piccola e compatta che però mi ha sempre dato grande soddisfazione, forse più della Reflex, visto che tanto non so fotografare e uso la Reflex in modalità automatica, quindi la compatta è molto più piccola, leggera e pratica per viaggiare.
Vi auguro una buona giornata e vi ringrazio per la lettura.
A presto
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Foto Separatore di Gordon Johnson da Pixabay

👉ENG Version👈

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If you love the great outdoor spaces, the power of untouched nature, the majestic boundless deserts so much as I do, you have to visit Australia at least once in your life.
I was in Australia for a month, February - March 2008, and I was lucky enough to travel almost all of this island-continent, starting from Perth, down to Kangaroo Island, Adelaide, by car to Melbourne, by plane in its heart, the boundless aboriginal red earth of the Red Center, up to Cairns and down east to Sidney through the coral reef, sometimes by plane and sometimes by car.
Vast, rich in archaeological sites, powerful and wonderful, in New South Wales it is home to a magical place, now considered a UNESCO World Heritage Site: Mungo Park.

It is not a place that tourist agencies usually offer you as a priority, on the contrary, if you do not know of its existence you also risk skipping this visit. The operators who organize the trip tend to divert you to more famous sites such as the Twelve Apostles or the Blue Mountains, but believe me, it is a truly magical place where you can almost breathe the soul of our planet.

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Mungo Park can be reached by car via a dirt road to be traveled with extreme caution if you do not have an off-road vehicle or you risk having to change tires several times.
It is in this park that the remains of Mungo's Man and Woman were found, lived around 60 - 40,000 years ago, perfectly preserved thanks to the very dry climatic conditions and the particular composition of the carbon-rich soil in the state of graphite (forgive a old chemist who wants to show that she still understands something).
Mungo's man is the oldest Homo Sapiens ever found and this discovery was sensational as until then it was thought that all our species had as a common denominator the origin from Africa.

But I do not want to open any dissertation in this sense, I just want to show you some magic.

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Mungo park was a huge lake, which gradually dried up over the millennia (a bit like the Colorado River that left the Grand Canyon) leaving visible its bottom, kilometers and kilometers of arid land and dunes that shine like a lunar landscape.
The most spectacular part is called Walls of China, it is an aboriginal site which can no longer be accessed on foot except by walking on wooden walkways and admiring it from set points so as not to ruin it.
The magic of these dunes is the ability to reflect light in a different way according to the time and weather conditions, turning the color of the landscape from white to orange, pink and red at sunset.

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And we waited, not the sunset because we did not choose the guided tour (it can be done by reservation with an aboriginal guide who also leads to less accessible places of burial or everyday life used in Pleistocene) and we had to go back through the dirt road with natural light because there is no lighting among other things with a sedan car and right-hand drive.

We chose a weekday, in order to be more or less alone, and actually we did not meet many individuals of the human race but small families of native species with a curious look, yes (aren't they absolutely cute?).

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The shots were taken with a Canon Power Shot SX100, a small and compact camera that has always given me great satisfaction, perhaps more than the Reflex, since I don't know how to take pictures so much and I use the Reflex in automatic mode, so a compact camera is smaller and lighter for me when I have to travel.

I wish you a good day and thanks for reading.

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