Piange ancora là fuori
l'amico luminoso e scuro
e non muove un dito
per tentar la sorte,
piange nel silenzio totale
e non reca disturbo,
felice soltanto in questo;
soffre da solo lì fermo
e vede i compagni vicini
ma sa che gli è vietato
dalle leggi infauste e strane
che il cosmo gli impone.
Piange e sa che lo farà
perchè nel tempo è infinito
quel che si fa soffrendo,
ma non si dispera
non s'agita impazzito,
piange ed è felice
perchè almeno è vivo.
maggio 1992
http://jenabirba.altervista.org/versiliberi/parte1/19920503.html#jenabirba