Ogni Essere, nel corso della sua esistenza, lascia la traccia del suo cammino, a seconda del modo in cui si stabilisce, può essere ricordato o dimenticato, noi siamo una parte indefinita di un tutto e anche se fisicamente non camminiamo più nei luoghi in cui sapevamo camminare, le vestigia della nostra presenza rimangono; Il miracolo della memoria ci porta in luoghi lontani nel tempo e la sensazione di ricordare luoghi e persone o situazioni anche a noi estranee fa parte di questo meraviglioso sciame che la nostra mente ci regala, a volte senza capire perché andiamo in ieri reali o immaginari, situazioni di avere presenti anche odori o aromi che ci riportano indietro senza chiedere il permesso e forse, intromettendosi, la necessità di fermarsi, di riflettere su cosa ci porta la memoria e sul perché avviene questa situazione di attrazione verso un ricordo.
Sentiamo anche il suono di voci e persino il silenzio stesso, che ci riportano immediatamente a quell'intrigante ieri, che sembrava non tornare mai più, chiamano il nostro nome e ci giriamo a cercare chi ci sta chiamando perché il suono di quella voce è riconoscibile e non c'è nessuno che ci chiama, proviamo sensazioni uniche legate a ieri e cerchiamo di uscire da quello stato di nostalgia, perché per quanto siano state belle, la nostalgia ci fa abbandonare lo scopo di questo oggi, che installiamo un'altra impronta con un'altra passeggiata.
Siamo davvero consapevoli che tutto ciò che abbiamo fatto ha un suo scopo oggi, e che siamo stati gli artefici di questo presente per merito nostro, per sforzo o per riluttanza, per fortuna o per sfortuna, che tutto ciò che ci circonda è la creazione analogica della nostra presenza e che l'impronta che lasciamo è la prova inconfutabile del nostro cammino, di fronte al complesso mondo territoriale in cui ci siamo mossi.
Se possiamo essere vittime o carnefici, all'interno del percorso stabilito come esistenza, molti diranno di sì, d'altra parte non credo nella congettura di essere vittima o carnefice laddove ci sono vittime per il nostro cammino, ognuno è padrone della sua scelta e c'è stato e ci sarà sempre un messaggio che disattendiamo per capriccio o per credere di più nel nostro prossimo, che in quello che ci detta il nostro io interiore.
C'è una voce interiore che ci chiede di essere prudenti, ma noi siamo esseri razionali pieni di irrazionalità e prendiamo ciò che ci permette di vivere il momento senza misurare le conseguenze future, poiché prendiamo la vita come un'avventura in cui dobbiamo correre dei rischi, se questi rischi non vengono capitalizzati siamo vincitori, ma se invece i rischi diventano reali siamo vittime, che in realtà diventano l'esatta fragilità del Sé, siamo più fragili di un bicchiere di cristallo, ma crediamo di essere forti e infrangibili e di essere modellati per resistere a qualsiasi assalto.
Tornando al punto iniziale in cui ho deciso di tornare per incontrare nuovamente la passione e la necessità di scrivere, cerco di trovare un punto di interesse e quindi di riflettere su quanto sia stato importante il nostro ieri, perché il risultato è l'adesso, cercherò che questo adesso mi permetta poi di lasciare un'altra traccia del mio cammino forgiando il futuro. ...e così ritrovare sempre coloro che fanno parte della mia esistenza e in questo caso voi, che affettuosamente mi dite presente con il vostro saluto e la vostra lettura, sempre senza il desiderio di correggere il vostro pensiero perché in questo sta il rispetto e l'ammirazione verso gli altri...