TRE TRE GIU’ GIU’

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1 - COPERTINA.jpg

Eravamo una caterva di ragazzini. Sempre, tutti, per strada...
Si faceva la conta e si formavano le squadre

Ambarabà ciccì coccò
tre galline sul comò
che facevano all’amore
con la figlia del dottore
il dottore si ammalò
ambarabà, cì ...cì, cò …cò!

2 - la conta.jpg

Poi i capitani tiravano a sorte e chi perdeva stava sotto. Uno in piedi, appoggiato con le spalle al muro e i compagni, piegati a novanta gradi, davanti a lui.

Il primo con la testa premuta sulla pancia del compagno in piedi e appoggiata sulle sue mani, messe a canestro, con le dita intrecciate. Messe come quando si voleva aiutare un amico a scavalcare un muro troppo alto, che ci poggiava il piede sopra e poi suu…

Gli altri compagni, uno agganciato all’altro, stretti forte forte con le braccia a formare un trenino…

3 - BIMBI RIDONO.jpg

A questo punto entrava in gioco l’altra squadra. Cominciava il gioco.

Anzi no, il gioco era già cominciato: era un rito anche la scelta dei capitani, la conta, il tiro a sorte, la preparazione, gli sfottò…

Saltava il primo. Il più agile. E aiutandosi con le braccia cercava di portarsi più avanti possibile, per fare posto agli altri, che avrebbero saltato dopo di lui. Perché se non c’era posto ci si ammucchiava e si cadeva. E bastava che uno solo di quelli che avevano saltato toccasse terra con un piede per aver perso.

Ma se si saltava giusto c’era posto per tutti. Uno, due, tre, quattro, cinque. Hanno saltato tutti e nessuno e caduto. Sono tutti sopra. Allora quelli sopra cominciavano a saltare e muoversi dando colpi per cercare di far crollare quelli sotto.

4 - MUCCHIO.jpg

Tre tre giù giù, tre tre giù giù, tre tre giù giù… Tre tre giù giù ripetuto per tre volte da tutti quelli sopra. E intanto dai a saltare… E infine: giù, giù giùuuu!

Scrollata finale.

Se quelli sotto cedevano e crollavano, quelli sopra avevano vinto.
Altrimenti quelli sotto, che si erano dimostrati capaci di resistere ai colpi, avevano vinto loro.

tutti a terra.jpg

Un gioco antico!
Ce n'è testimonianza anche in una tela di Pieter Bruegel...!!

brughel.jpg

Così. Per ore. Quasi tutti i pomeriggi. Quando non si giocava a biglie, o a figurine, …o a nizza! Ma quella era pericolosa… papà e mamma non dovevano saperlo…

Fantastico!

ULTIMA.jpg

Questo racconto è stato già pubblicato in lingua inglese poco più di un anno fa e viene ripubblicato ora in lingua italiana, per la comunità italiana di Steemit. Tutte le foto sono tratte dal web.

TRE TRE GIU’ GIU’ | Ecency