Queste nuove valute, seppur digitali, avevano un fascino tutto particolare, essendo in grado di calamitare l'attenzione di diverse categorie di persone, con coinvolgimenti trasversali, e si stavano rapidamente affermando, al punto tale che Gaia, una volta venuta a conoscenza della loro esistenza, approfondì e studiò minuziosamente queste nuove tecnologie, giungendo alla conclusione che offrivano delle buone opportunità.
Il tam-tam mediatico fu molto forte, a diversi livelli ogni giorno la donna veniva bombardata da tante informazioni, alcune totalmente campate in aria, ma sovente c'era anche delle buone soffiate, gettava anima e cuore in queste iniziative, incominciando ad accumulare una discreta quantità di varie criptovalute, tra cui spiccava logicamente l'ormai mitico Bitcoin, dalle masse e dai sistemi finanziari tradizionali largamente osteggiato e sbeffeggiato ma molto apprezzato nei cosiddetti ambienti alternativi.
Proprio questa astinazione e repulsione da parte degli organismi consolidati provocò un ulteriore rafforzamento sulla bontà di quanto stava facendo in Gaia, che dedicava parecchio del poco tempo libero che aveva alla raccolta di satoshi di Bitcoin, Litecoin, Dashcoin e tutte le altre Alt-coins che catturavano la sua attenzione.
In breve tempo divenne un'accumulatrice seriale di criptovalute, sperimentava e collaudava incessantemente i siti e le app dalle quali ricavare le tanto agognate frazioni di moneta virtuale, ed era pure molto abile nel diffondere i risultati di queste verifiche tramite i vari social ai quali era iscritta, che andavano dai tradizionali Facebook, Twitter, Instagram fino ad altri molto meno pubblicizzati ma ugualmente profittevoli dal punto di vista del reclutamento di nuovi potenziali referrals, ma cosa erano questi tanto ricercati referrals?!?!
Semplicemente dei nuovi utenti da inserire, nella struttura piramidale di cui erano composti questi siti di guadagno, nel proprio organigramma, in alcuni casi fruttavano percentuali ridottissime, ma ce n'erano pure alcuni che rendevano decisamente bene, fino al 50% dei satoshi prodotti, il successo sempre crescente di Gaia in questa attività contribuì a costruire un piccolo ma sostanzioso portafoglio elettronico di criptovalute, con una spiccata preferenza per il padre di tutte le monete virtuali, il Bitcoin, il sogno, nemmeno troppo nascosto, della ragazza era quello di riuscire un giorno a poter dire di essere arrivata ad accantonare un'unità di questa criptovaluta.
I contatti con i vari utenti si stavano intensificano sempre più, con alcuni di loro era nata pure una sorta di amicizia virtuale, a volte Gaia si sentiva pure telefonicamente con qualcuno di loro, erano certamente rapporti dettati dal reciproco interesse di guadagno, ma a parte qualche rarissima eccezione, la grande maggioranza delle persone con le quali scambiava informazioni erano a posto, nel senso che non riservavano sgradite sorprese di nessun genere, del resto esisteva anche una sorta di controllo indiretto sull'operato di tutti quanti, in quanto se per caso qualcuno si fosse comportato in maniera ambigua o sospetta veniva immediatamente sconfessato nelle varie chat pubbliche.
Continua...