Si ricomposerò, Greta si allontanò verso la sua vettura, chiedendo prima a Fabrizio di seguirla fino a casa, viveva in una piccola depandance nella villetta famigliare, per avere la discrezione e la tranquillità di fare quello che voleva della sua vita senza dare spiegazione a nessuno, in fondo era maggiorenne, non doveva più rendere conto a nessuno, come da tradizione ampiamente consolidata....
La vettura di Greta entrò nel piazzale della villetta, mentre Fabrizio rimase al di fuori, fece un rapido giro sul retro della sua piccola dimora, non vedendo arrivare il ragazzo lo chiamò a mezza voce...
"Oohhh Fabri, che cazzo fai, vieni dentro che si muore dal freddo!!"
"Prima non avevi mica freddo al campo...."
"Quanto sei stupido, ero tutta caliente per te, non ha voglia di vedere dove vivo, oppure hai paura di entrare nella tana della lupa??"
"Ho talmente fifa che mi tremano le mutande..."
"Quelle sarà fatica, perché non penserai che mentre faccio una doccia, tu rimanga vestito..."
Sfida continua tra i due ragazzi, mentre Greta indugiava un attimo nell'inserimento della chiave nella toppa di casa, Fabrizio si appoggiava sulle sue natiche, lei le spingeva contro la sua verga, saggiando le già ingrandite dimensioni.
Entrarono nel piccolo locale, molto accogliente, Greta con un guizzo si girò e altrettanto velocemente incominciò a baciarlo, le lingue si rincorrevano e si intrecciavano per regalare reciproco piacere, i vestiti cadevano come foglie in autunno, pochi istanti e i loro corpi nudi erano pronti per la doccia, che avrebbe, almeno sulla carta, placato i loro bollenti spiriti...
"Dai su, andiamo a darci una ripulita, che poi la notte ci aspetta..."
"Ti voglio ancora..."
"E chi ha detto che dobbiamo solamente lavarci....", così dicendo scese lungo gli addominali del ragazzo fino a imboccare la soda consistenza carnosa, iniziando un succolento pompino, l'uccello scompariva e riappariva ritmicamente, magicamente aspirato dalla piccola ma famelica fornace orale di Greta.
Fabrizio accarezzava dolcemente i capelli della ragazza, che indugiava nella manipolazione dei testicoli, finché non si infilò sotto la doccia aprendo l'acqua corrente, una pigiatina all'erogatore del doccia-schiuma e si passò il liquido sulle chiappette, infilando un paio di dita nel pertugio anale, quella scena fece scattare in avanti Fabrizio, nel frattempo qualcosa era scivolata per terra, Greta si chinò, indugiando appositamente nel movimento, miglior segnale non poteva esserci, il ragazzo prese a sua volta una piccola quantità di detergente neutro, se la passò sull'infuocata sommità della verga, e la puntò contro il buchino di Greta, una decisa spinta e metà del membro era già dentro, altri due colpi di reni e i loro corpi erano nuovamente uniti per tutta l'estensione del pene del ragazzo.
Greta si rialzò, strusciò la schiena al petto di Fabrizio, e mugulando...
"Che mondo, come ti distrai un attimo, c'è sempre qualcuno pronto a mettertelo nel culetto..."
"Se ti becco con qualcuno, glielo stacco di netto e lo do al cane..."
"Prepotente..."
"Puttanella..."
"Finocchio..."
"Finocchio poi no..."
"Come, ma se ti piace così tanto il culo, sarai andato mille volte a travestiti..."
"No no, cara, mi confondi con altre persone, senti, senti la mia mano cosa vuol trovare davanti...", e fece scorrere la mano lungo il sinuoso corpo di lei, fino ad accarezzare e stimolare il clitoride..., "a me piace che ci sia sempre la fica come contropartita..."
"Buongustaio..."
"Meraviglia della natura..."
"Pure generoso..."
"Faccio poca fatica, sei stupenda..."
"Adulatore, se non fossi bagnata gronderei..."
"Solamente sincero..."
"Senti, bocconcino di miele, mi fai un favore, quando senti la pressione aumentare e la voglia di inondarmi le chiappette, ti fermi un attimo??"
"Va bene, ai tuoi ordini..."
Fabrizio continuò a spingere potentemente l'uccello nel piccolo ma accogliente sfintere anale di Greta, finché avvertì la caratteristica risalita del liquido orgasmico, si bloccò e diede una pacchetta sulla natica di Greta, che si sfilò il membro dal sederino per scendere nuovamente a riceverlo in bocca, una mano lo segava sempre più velocemente, le labbra e la bocca completavano un pompaggio molto efficace che in breve tempo fece schizzare di piacere Fabrizio, non perse neanche una singola goccia, terminato l'orgasmo rimase lì in ginocchio, aspettando che il ragazzo la guardasse, come incrociò i suoi occhi tirò fuori un istante la lingua, per mostrare velocemente il prodotto del suo piacere, per richiudere subito la cavità orale, deglutendo il tutto, con le pupille fiammeggianti si rialzò e con voce roca gli sussurrò all'orecchio...
"Questo è una panoramica di quello che posso fare, come vedi non mi manca nulla per soddisfare un uomo..."
Prese un piccolo appartamento in affitto, la vita sembrava sorridere a quella nuova coppia, Gaia dopo un periodo iniziale di smarrimento e confusione, si stava lentamente abituando a quella nuova situazione, la gravidanza tutto sommato andava avanti senza particolari problemi....
Continua...