Criptogenesi - 16* puntata

mad-runner(78)
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Immagine CC0 creative commons

In quel momento la fitta al cuore arrivò a Greta, nessuno prima di allora era mai riuscito a fare breccia così in profondità nel suo cuore, e lo aveva fatto con una frase semplicissima, senza tanti fronzoli, una frase comune, ma che racchiudeva dentro di sé tutto il desiderio del ragazzo di averla vicino, doveva fare qualcosa, non poteva rimanere indifferente, non poteva finire così...

"Fermati, fermati!!!", gli intimò, "aspetta!!!"

Il ragazzo arrestò la sua avanzata verso la vettura, si girò verso l'altrui figura, la vedeva a pochi metri di distanza, ferma, quasi incerta, ma lentamente si avvicinò, a piccoli passi, non riusciva a scorgere bene l'espressione che aveva in viso, ma sembrava quasi un'altra persona rispetto all'arrogante femmina mangia-uomini di poco prima, quando fu a pochissima distanza ne ebbe indiscutibilmente la conferma...

"Chi ti credi di essere, per resistermi una seconda volta, dopo quella famosa al mare di alcuni anni fa??"

"La stessa persona che si innamorò di te in quel preciso giorno, ma tu sei troppo impegnata nelle tue cose per accorgerti di me..."

Greta era lì, viso all'insù, guardava quel ragazzo, il primo che le avesse tenuto veramente testa, il primo che non si era inchinato al conturbante fascino delle sue curve, il primo che non era riuscito a piegare ai suoi voleri, il primo che l'aveva veramente accesa, dentro...

"È freddo, rientriamo in auto...", disse cercando di simulare la solita sicurezza di sempre...

"In macchina passiamo anche rientrare, dipende che intenzioni hai..."

Greta lo guardò, caricò la mano, facendo la mossa di dargli l'ennesimo colpo, ma si fermò a mezz'aria, dandogli poco più di un buffetto, condendolo con un...."Sei proprio un cretino...", e contemporaneamente saltò addosso al ragazzo, avvinghiandosi al suo collo, infilando per quanto poteva la lingua dentro alla sua cavità orale, iniziando uno dei quei baci che potevano entrare nella storia delle effusioni....

Restarono avvinchiati l'uno all'altra per diversi secondi, in cui Fabrizio sostenne la ragazza afferrandola saldamente per le sode chiappe, che tanto aveva ammirato in passato, poi lentamente, senza staccarsi minimamente, incominciò a direzionarsi verso la portiera lato passeggero, riuscendo nella manovra di apertura della medesima, si infilarono nel maggiormente comodo sedile anteriore, Greta nella posizione inferiore, Fabrizio in posizione dominante, ma chi comandava sempre le redini del gioco era sempre la componente femminile, anche se dava l'impressione ogni tanto di lasciare lo scettro al ragazzo...

Si lasciarono completamente andare, incuranti di chi ci potesse essere nei paraggi, anche se a quell'ora era quasi impossibile ci fosse qualcuno in quel luogo, oltretutto il campo di gioco si trovava in una posizione strategica, dove si poteva tranquillamente controllare la zona, a scanso di equivoci Fabrizio allungò una mano verso la chiusura di sicurezza della vettura, terminata la manovra si abbassò i pantaloni, la verga era già pronta da tempo all'azione, due strisciatine sulla fessura abbondantemente bagnata della ragazza e poi tutto dentro in un colpo solo, l'inarcamento della schiena femminile confermò l'avvenuta riuscita dell'operazione, rimasero fermi in quella posizione per qualche secondo, il membro pulsava dentro la passera, poi partirono in un sempre crescente stantuffaggio, finché Fabrizio sentiva l'emozione crescere prepotentemente e risalire verso la sua concreta manifestazione, fece un grande sforzo di autocontrollo, bloccando ogni movimento, guardò intensamente la ragazza, fecendole segno di assecondarlo, la girò sul fianco sinistro, si discostò da lei quel tanto che bastasse per estrarre l'uccello dal pertugio principale, e lo fece scorrere indietro di qualche centimetro, chiedendo con lo sguardo una sorta di lasciapassare per procedere in quella che ormai era la sua intenzione esplicita...

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