Il Capitano Henry Wallace, astronauta ed astrofisico del quarto reggimento del corpo di Difesa Spaziale, era pronto all'atterraggio sulla brulla terra rossastra di Proxima Centauri b, a 4,3 anni luce dalla Terra.
La cabina criogenica si aprì con un lieve sibilo ed uno sbuffo di vapore: si alzò lentamente mentre riprendeva conoscenza... in sottofondo, "I don't wanna miss a thing" degli Aerosmith, la sua canzone preferita, appartenente ad un era ormai dimenticata. Aveva chiesto espressamente al suo capo di avviarla una volta arrivati a destinazione.
Attorno a lui, gli androidi HW02, HW03 e HW04 stavano guidando la navicella spaziale, cercando di mantenere un'orbita geostazionaria sulla prima colonia extra-terrestre mai costruita dall'uomo.
Henry si avvicinò ad uno dei monitor di osservazione: a vederla dall'alto, non faceva una grande impressione... era una grande cupola di vetro contenente un piccolo edificio scientifico e punteggiata dal verde dei primi muschi che erano stati coltivati per il processo iniziale di Terraforming.
- HW02, zoom sulla porzione nord-ovest della cupola - ordinò.
- Agli ordini, capitano - rispose l'androide, un essere di metallo e plastica, per niente simile ad un essere umano... quando si trattava di viaggi interplanetari, l'agenzia preferiva l'efficacia all'apparenza. Come biasimarli.
- Ecco, la vedo: c'è un’incrinatura nella cupola. Dobbiamo atterrare prima possibile, le riparazioni hanno priorità massima - Disse Henry.
L'avevano mandato su Proxima b con lo scopo di riparare una falla nella cupola della stazione, dovuta ad un piccolo meteorite. L'atmosfera del pianeta era praticamente inesistente, e le armi per la difesa dello spazio aereo erano evidentemente fallaci. Henry si offrì volontario per la missione: l'eventuale distruzione della cupola avrebbe portato probabilmente all'estinzione la razza umana, che cercava ormai da decenni di abbandonare il pianeta morente che fu la Terra. Questa era la loro ultima speranza. Nelle sue mani, quelle del capitano Henry Wallace, c'era il destino dell'umanità.
La navicella atterrò leggiadra sulla superficie del pianeta: Henry indossava già la tuta in nano fibre che l'avrebbe protetto dalle mortali radiazioni del pianeta. Scese dalla nave insieme ai suoi androidi e si diresse verso la cupola; vide appena fuori dall'ingresso altre tre navicelle spaziali simili alla sua... probabilmente il precedente team di ricerca aveva deciso di mantenere un presidio di navi, per le emergenze.
Si avvicinò alla crepa e la esaminò attentamente... prese l'attrezzatura e cominciò meticolosamente le riparazioni.
- HW03, passami l'omnitool. HW04, tieni premuto questo lato della cupola... perfetto. -
Henry era un uomo semplice e concreto: avrebbe fatto di tutto per il bene dell'umanità... in attesa di tornare da sua moglie e da suo figlio appena nato. Era una riparazione di routine ma gli scienziati avevano bisogno di un umano a guidare gli androidi sul pianeta... e per gestire eventuali imprevisti.
Aveva quasi ultimato il suo lavoro quando gli sembrò di sentire un ringhio. Si voltò, appena in tempo per vedere HW04 assaltato da un essere organico, una specie di leopardo a sei zampe, senza peli e con una moltitudine di tentacoli che gli spuntavano dalla schiena. Strappò di netto la testa dell'androide con un morso, continuando a martoriarlo con le unghie e con le zanne.
Henry non si fece troppe domande: fuggì. Inizialmente verso la navicella spaziale, ma vide che altre creature simili stavano scendendo giù dal crinale della collina proprio nella sua direzione. Tornò indietro e puntò verso l'ingresso della stazione di ricerca.
- HW03, proteggimi da quelle creature! - disse Henry.
Era dovere di un androide quello di sacrificarsi per l'umanità.
HW03 si frappose tra Henry e le creature che stavano per raggiungerlo, tirando fuori la sua pistola: sparò uno, due, dieci colpi di pistola laser, facendone scappare un paio, prima che altre due gli saltassero addosso. HW03 avviò il protocollo standard in caso di pericolo: con un sonoro "BIP" esplose in un boato di plastica e ferro fuso, distruggendo insieme a sé le due creature che lo stavano assaltando.
Henry e HW02 approfittarono della confusione per inserire il codice di ingresso alla stazione ed entrare al sicuro nella cupola: altre cinque o sei bestie li raggiunsero infrangendosi contro la superficie trasparente. Cominciarono a circuire la zona, artigliando e lanciandosi contro il vetro... Henry trasalì, vedendo che i ripetuti assalti stavano cominciando ad ammaccarne la superficie. Non era stato un meteorite a creare quelle crepe... ma queste creature! Perché l'agenzia non l'aveva informato di questo pericolo? Cosa l'aveva mandato a fare lì dentro?
Henry si stupì di essere comunque calmo di fronte a quella situazione disperata... lui e l'androide si rifugiarono al sicuro dentro l'edificio di ricerca.
- Dobbiamo trovare un modo di interrompere gli assalti di quelle bestie... HW02, di quali funzionalità protettive dispone questa stazione scientifica? -
L'androide parlò con un'affabile voce maschile.
- Capitano, consiglio l'attivazione del protocollo di difesa C24, elettrificazione del perimetro della base. È possibile accedere al pannello dei comandi nella stanza 2F, secondo piano. -
Henry corse al secondo piano, cercò la stanza 2F e trovò i comandi: fortunatamente era addestrato alla tecnologia antica, i comandi di difesa della stazione usavano ancora i protocolli di 120 anni fa, quando venne fondata. Bypassò l'accesso, inserì le credenziali del suo capo, attivò il protocollo di difesa... ed osservò il suo lavoro dalle telecamere perimetrali.
Le creature a contatto con la cupola vennero fulminate quasi istantaneamente. Quando capirono di non poter più avvicinarsi scapparono verso le brulle colline rossastre. Lo sguardo acuto di Henry notò una cosa che gli parve molto strana: una delle creature sembrava essere stata ferita ad un occhio, e la cicatrice sembrava provocata da una bruciatura... un raggio laser? Scosse le spalle.
- Io... non so se essere più contento o spaventato. Ci sono forme di vita su questo pianeta! Forme di vita biologiche! Per quanto ostili è la più grande scoperta del millennio! Cosa ne pensi HW02? - Chiese Henry
- Non saprei, capitano. Penso che dovremmo informare l'agenzia. - disse l'androide - sono stato istruito a scortarvi verso la sala di comunicazione dopo la fine della missione, in modo da metterci in contatto con la Terra -
Henry seguì HW02 per i corridoi della base fino ad una stanza sotterranea protetta da un pesante portone blindato. L'androide fornì i codici di accesso e la porta si aprì, mostrando uno spettacolo inquietante.
La grande stanza, fornita con un monitor per la comunicazione, era disseminata di androidi: alcuni erano intatti ma privi di energia, altri erano completamente distrutti. A terra, delle tute in nano fibra simili alla sua. La stanza era stata evidentemente lo scenario di una colluttazione: il monitor era scheggiato e ammaccato, il pavimento divelto in alcune parti, le spesse mura di metallo erano graffiate e piene di solchi. Avvicinandosi in fondo alla stanza, Henry fu in grado di leggere una parola fiocamente illuminata dalla luce del monitor:
SCAPPA
Con un tonfo metallico, la porta dietro di lui si chiuse, ed il monitor si accese.
- Henry? Henry sei tu? Hai raggiunto la sala di comunicazione? -
Era la voce del capo dell'Agenzia, il generale John Cooper.
Henry, ancora confuso, si sedette di fronte al monitor.
- Si, sono io capo. Che cosa è successo qui dentro? È pieno di androidi distrutti e la stanza è in soqquadro... -
- Hai riparato la cupola, Henry? - disse John, senza troppi convenevoli.
- ...Sì. Ho anche attivato la recinzione elettrica. Ho incontrato delle creature qui fuori... degli esseri viventi. Questo pianeta è già abitato! -
- Ottimo. Ottimo, è proprio quello che ci aspettavamo da te. Ottimo lavoro, HW01. - disse John, impassibile.
- Grazie ma... scusi... HW01? Si sta sbagliando capo, qui con me c'è solo HW02. Non c'è alcun androide con quel numero di matricola... -
- Henry... stai calmo e togliti la tuta protettiva. -
- Capo ma cosa... -
- È un ordine. -
Henry tolse lentamente la tuta... e la sua vista si offuscò per un attimo. Il suo corpo... le sue mani. Erano di metallo. Metallo e plastica. Si tolse l'elmo protettivo e cercò di scorgere il suo riflesso sul monitor: due telecamere ed un altoparlante... nient'altro, sul suo volto da androide.
L'agenzia preferiva l'efficacia all'apparenza.
Urlò.
La sua vista si offuscò di nuovo... no, ora se ne rendeva conto: non era offuscata. C'era un'interferenza. E non respirava, non ne aveva bisogno. Per questo non aveva avuto il fiatone mentre correva fuori dalla base. Per questo gli sembrava di essere così calmo di fronte a quella follia.
- Androide HW01, ti ringraziamo per i servigi svolti in questa missione. Non è previsto un viaggio di ritorno per te: le tue batterie sono calibrate per durare un solo giorno dopo l'attivazione. HW02 potrà mostrarti come disattivare la tua unità e provvederà a inoltrarci la tua scheda di memoria. -
HW02 si avvicinò minaccioso ad Henry.
- FERMI! Vi state sbagliando! Io... non potete lasciarmi qui! Devo tornare dalla mia famiglia! Da mia moglie e mio figlio! Non posso morire qui! -
Nello schermo Henry vide una figura affiancarsi al suo capo: era lui. Era Henry. L'essere umano di nome Henry.
- HW01, penso che tu mi riconosca. Sono Henry Wallace. Ti ho fornito i miei ricordi e la mia memoria ai fini di questa missione. Mi spiace che sia finita così, ma non potevamo dirtelo prima. Ci abbiamo provato in passato: ma gli androidi finivano per ribellarsi. Pensavano di essere vivi. Così abbiamo cominciato a nascondere loro la verità, facendogli indossare delle tute "contro le radiazioni". Questa missione su Proxima b è la terza portata avanti da un’equipe di soli androidi. -
Henry pensò alle astronavi fuori dalla stazione... alla cicatrice sull'occhio della creatura. A tutti gli androidi distrutti nella stanza in cui, proprio ora, stava amabilmente parlando con sé stesso.
- ...Siete degli assassini. DEI FOTTUTI ASSASSINI. - HW01 tirò un pugno sul monitor, aggiungendo un'ammaccatura alle tante che lo tempestavano... e distruggendosi una mano metallica.
- Pensi di collaborare, HW01? - chiese John Cooper, con tono infastidito.
- DEI MALEDETTI ASSASSINI - urlò HW01, con la sua affabile voce maschile.
John e Henry sospirarono dal monitor.
- Grazie per il tuo lavoro HW01. Sei dispensato dal servizio. Addio. -
Il monitor si spense.
HW01 cercò di combattere contro la matricola 2, ma era fragile e confuso. Si sentiva indebolito e malconcio. L'androide lo tenne fermo e, con perizia, cominciò a svitargli la scheda di memoria.
HW01 desiderava con tutto sé stesso di poter tornare a casa, da sua moglie, dal suo cane... da suo figlio neonato. Dai vicini di casa, dalla sua routine in ufficio, dalle birre con gli amici, dalle serate di bowling...
Fischiettò le prime strofe di "I don't wanna miss a Thing"...
...Prima di venire sopraffatto dal buio e dal silenzio.
PS. Ringrazio @pataxis per avermi ispirato questa storia, dopo la nostra discussione sui "tostapani" :)