Da alcuni giorni mi trovo a Medellin e vorrei sfatare alcuni preconcetti che abbiamo noi europei sulla Colombia.
Prima di venire in questa città mi avevano riempito la testa di storie sulla pericolosità di questa nazione e di questa città in cui mi trovo. Non posso negare che ci sono vari problemi di cui parlerò quando sarà il caso ma adesso vorrei concentrarmi solo sulla città.
Mi trovo in questi giorni nella parte più alta della città in cui il giorno si avverte il caldo e la notte si dorme benissimo. In questi ultimi giorni ha piovuto e la temperatura è rimasta sempre la stessa. Alcune mattine sono andato a camminare in alcuni posti che loro chiamano il parco del seminario completamente immerso nel verde.
In compagnia di alcuni amici vado spesso in città per osservare l’ambiente ed anche per essere in contatto con le persone. Ho girato per alcune vie del centro passando dal famoso mercato dei fiori e la famosa “Feria de las Flores” (Fiera dei Fiori), l’avvenimento più atteso dell’anno in Colombia, capace di attrarre turisti da tutta l’America.
La “Feria” dura due settimane circa, nel corso delle quali la “città dell’eterna primavera” è teatro di sfilate, concerti, esibizioni, spettacoli e festival.
Per assistere all’appuntamento bisogna attendere la domenica conclusiva, quando va in scena il “Desfile de Silleteros”, l’evento da cui nacque la “Feria” più di mezzo secolo fa: i floricultori di Santa Elena, un villaggio situato sulla cordigliera centrale nei pressi di Medellin, sfilano per le vie della città, esibendo le loro creazioni floreali, trasportate sulle spalle grazie all’utilizzo delle famose “silletas” (strutture triangolari in legno che, sotto il peso delle decorazioni, possono superare i 70 chili). Durante il sabato antecedente, è tradizione visitare Santa Elena per osservare gli ultimi preparativi. Il giorno successivo, in occasione del “Desfile”, a testimonianza di quanto sia sentito, le strade di Medellin si affollano sin dalle prime ore del mattino e tutta la città si veste a festa, pronta a stringersi attorno ai propri “artisti”.
Nel centro ho visitato la Cattedrale Metropolitana dell'Immacolata Concezione (spagnolo:Catedral Basílica Metropolitana de la Inmaculada Concepción de María), che è la chiesa principale dell'Arcidiocesi di Medellín che è stata consacrata nel 1931. La facciata principale si affaccia sul lato nord del Parque de Bolivar e per me è la parte migliore. Ci sono due torri molto alte.
Ho visitato spesso il parco Botero ove si trova il museo di Antioquia con le sculture di bronzo dell’artista e con il quadro dedicato alla morte di Pablo Escobar.
Nel centro vi sono vari centri commerciali con molte bancarelle per cercare di vendere la loro merce come avviene in tutte le città del mondo.
A questo punto devo confessare che la città sembra tranquilla come tutte le altre senza grossi problemi di sicurezza anche se bisogna sempre essere molto guardinghi. Devo anche affermare che la città risulta molto più pulita di altre del Sudamerica e che si respira un’aria molto inquinata.
Ho visto anche che ci sono varie persone che vivono e dormono sui marciapiedi coprendosi con i cartoni o con le buste di plastica rovistando tra i cassonetti raccogliendo il possibile per sopravvivere. Ci sono anche coloro che fanno un uso frequente di droga o di altre sostanze stupefacenti che si riescono a trovare facilmente; sono stato portato al Pueblito Paisà e che si può giungere anche in auto. Vi si trova una chiesa molto piccola e stupendamente carina. Da qui è possibile ammirare tutta la città.
Non posso fare a meno di parlare di quello che sta avvenendo in questi giorni durante lo svolgimento del campionato mondiale di calcio. Dopo l’eliminazione dell’Italia con altre nazioni europee, la Colombia ha superato brillantemente gli ottavi di finali. Ho assistito a scene pittoresche con gente di ogni età davanti ai vari televisori che indovvasavano la maglietta della loro nazionale. Urlavano a squarciagola nei momenti in cui la loro squadra attaccava gli avversari e sbraitando a più non posso. Alla fine dell’incontro hanno invaso le strade con auto e moto sventolando le loro bandiere e facendo un fracasso infernale. La quantità di birre o di Coca cola consumate è imbarazzante.
In questi giorni vedo che moltissima gente si raduna nelle piazzette o si siede davanti alle loro abitazioni a parlare tra di loro. Questa situazione esiste anche a Cartagena, cosa che non ho visto per niente l’anno scorso nel centroamerica.