Sono una persona che ha sempre squadrato un po’ dall’alto in basso tutti quelli che esordiscono con “Sai, ho cominciato yoga”.
Di solito tendiamo ad associare yoga a meditazione, dieta ferrea, veganesimo, e creiamo intorno a questa parola delle figure mostruose, con la testa di avocado, il corpo di quinoa, le braccia al posto delle gambe e i piedi in testa, intenti a cazziarti perché il tuo stile di vita non corrisponde al ritmo dell’universo.
(fonte CC0 Mod Sun - via Giphy)
Io ero una di quelle stanche di sentirmi ripetere quanto lo yoga aiutasse il popolo dei creativi stressati dalle loro deadline (salvare il mondo, nel campo pubblicitario, è all’ordine del giorno), avrei preferito prendere a pugni un sacco facendo boxe.
Poi, un giorno, cercando esercizi per la flessibilità, ho scoperto Cocoiris,una ragazza che fa tutorial molto pratici e belli da vedere, concentrandosi soprattutto sullo yoga. Ho provato così a fare qualche esercizio, e mi sono scoperta a cercare ogni giorno di fare almeno 15 minuti di yoga per mettermi alla prova e vedere fino a dove riuscivo a spingermi.
Ho deciso quindi di iscrivermi alla palestra di un mio ex collega, che da art director è diventato insegnante di Asthanga yoga, un tipo di pratica che mette a prova prima di tutto la tua forza fisica, e che si basa principalmente sul coordinamento tra respiro e allungamento.
Dopo la prima lezione ero entusiasta: ho riscoperto una energia sopita nel mio fisico post trentenne, ormai troppo abituato alla scrivania.
Dopo la seconda lezione ero euforica: in un’ora e mezza mi sono concentrata esclusivamente sul mio respiro, sui miei muscoli, sul mio modo di poggiare i piedi, sulla posizione delle mie spalle. È stato liberatorio.
(fonte CC0 James Nelson - via Giphy)
Dopo la terza lezione ero frustrata: la mia schiena non si allunga abbastanza, non riesco a prendermi i piedi mentre sono in posizione seduta, non sto in equilibrio come vorrei.
(fonte CC0 Creative Commons Image)
Ecco il nodo centrale dello yoga: è una pratica costante che ti mette alla prova, può essere frustrante perché impari a conoscere i tuoi limiti, e devi essere tenace e costante nel superarli attraverso il lavoro. Questa però è anche la parte che più mi ha appassionata, perché io, che sono sempre stata una persona che vuole tutto e subito, sto imparando invece a darmi piccoli obiettivi da perseguire con un lavoro quotidiano.
(fonte CC0 Giphy)
Che non significa che da oggi in avanti dovrai meditare, abbandonare tutto e chiudersi in un eremo per seguire l’universo, ma significa cercare di migliorarsi, ascoltare il proprio corpo, imparare a capirlo e ad ascoltarlo. Ascoltare, questo verbo ormai dimenticato al giorno d’oggi: nello yoga non guardi l’istruttore, lo ascolti. Non guardi il tuo corpo, lo senti. È già una lezione molto importante da imparare, questa.
Imparare ad ascoltarci, in un mondo che vuole solo parlare.