Avete mai sentito parlare di Morale?

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Ebbene sì, oggi voglio soffermarmi a parlare di Morale.
La parola morale deriva dal latino moralis che sottolinea la parola “costume”, termine coniato da Cicerone ripreso dal greco dell’etica.
Dando una definizione più chiara essa è: un aggettivo relativo ai costumi, ovvero al vivere pratico e comporta una scelta consapevole tra azioni ugualmente possibili dal valore diverso o opposto: assumendone la responsabilità in accordo con principi ritenuti di valore universale.
Negli ultimi giorni mi è capitato di passare in rassegna qualche libro del filosofo Nietzsche, il quale era solito criticare la morale. Per il filosofo essa era un vero e proprio problema, e in molti suoi libri si dibatte per contrastarla: soprattutto nel suo libro “Genealogia della Morale” scritto nel 1887. Questo libro è caratterizzato dalla sua polemica e provocazione stesura.
All’origine dell’opera il filosofo ricercava la vera creazione del bene e del male, su cui si è soffermato tutta la vita a detta sua. All’interno del libro ci sono tre saggi che ricostruiscono la storia della morale:
La morale dei signori, essa è figlia del mondo classico a cui si rifà il filosofo descrivendo l’antichità greco-romana: quindi è alla base delle aristocrazie dove trionfano i valori come forza, salute, fierezza e gioia nel godersi le fortune della vita.
La morale degli schiavi, la sua descrizione è un sentimento di risentimento molto simile all’odio che è figlia di sensazione di debolezza e sottomissione.
Questo sentimento di risentimento è sottolineato molto dal filosofo, infatti lo descrive in un modo positivo perché è dettato dall’istinto naturale dell’uomo. Il motivo cardine è che gli schivi desiderano essere come i loro signori, vedendoli come nemici da sottomettere chiaramente attraverso azioni anti-vitali.
In questo libro la morale degli schiavi è associata al popolo ebreo, estendendosi fino ad arrivare a creare il gruppo religioso e la religione stessa del cristianesimo. Essa prende il nome di Morale del Gregge: descritta come l’accumulo di odio e rancore nei confronti dei signori aristocratici ( i “buoni”) : gli schiavi si ritrovarono in una condizione di impotenza e soprattutto invidia come accennato prima, creando rancore e violenza all’interno della loro anima. Così si arriva alla scissione del bene e del male secondo il pensiero di Nietzsche: il quale riconduce la morale in un atteggiamento meschino. Tuttavia l’esempio del popolo ebreo-cristiano non è dato al caso, infatti la vittoria e il trionfo della rivolta degli schiavi si associa a questa storia: alla fine i vincitori sono quelli sinceri, naturali spontanei che cercano di rovesciare tutti i valori.
Attraverso la rinuncia, l’umiltà e il sacrificio sono qualità che vengono a galla secondo il filosofo. Il “no” alla vita degli schiavi è diverso dal “sì” detto dai nobili.
Per concludere in uno dei suoi più famosi libri Nietzsche fa carpire che la MORALE è solo una storiella inventata e usata dal gran gregge di esseri umani inferiori per fermare i pochi superuomini: perché ricordiamoci che le tre metamorfosi del filosofo per dar vita al superuomo è il principio cardine della sua filosofia. Voi chi siete superuomini? In parole più semplici, avete trovato il vostro scopo nella vita e superandolo tramite il vostro spirito?
(foto di mia produzione)
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