Insomma che la guerra abbia preso una certa piega, ovvero la capitolazione dei russi pare evidente. Lo capisci quando BoJo, il simpatico premier Inglese si reca a Kiev come io potrei andare alla sagra dei rosticini.
Con la sua solita postura baldanzosa, un po' "homeriana", va verso Zelensky continuando a ripetere "ti trovo bene" e ripetendo lo stesso ai vari alti funzionari li presenti. Evidentemente non sapeva che dire, anche perché la coda di paglia un po' ce l'abbiamo.
Vero che le nostre armi (più americane e inglesi come il Javelin e NLAW) hanno dato un contributo forse decisivo, ma quelli che poi erano sul campo a rimetterci la vita, specie tra i civili, sono stati gli Ucraini.
In tutto questo nessun editorialista di spicco ha notato che prima Roberta Metsola e poi la Von der Leyen, cioè due donne, si sono recate a Kiev in tempo di guerra, con tutte le incertezze del caso. Un particolare non proprio secondario a mio avviso.
BoJo quindi è il terzo leader di evidente rilievo ad andare in una città comunque formalmente in stato di guerra. Da qui in avanti ci sarà un pellegrinaggio che molto probabilmente, per non dire certamente, avrà più a che fare con l'esposizione mediatica da sfruttare rispetto a quanto portare o dire alla popolazione visitata.
E' il turismo politico, che per altro nel flusso inverso avevamo visto nei confronti di Putin quando si tentava di convincerlo di quanto fosse stupido il suo piano. Dal personaggio oramai non ci va più nessuno, a parte qualche leader prezzolato di qualche staterello balcanico. Macron è impegolato con le elezioni, il leader tedesco è infastidito non poco dai continui richiami ai predecessori, manco avessero poteri redivivi più alti dei suoi. Rimane Erdogan, il pigro della falesia (eh questa la capiranno 2 gatti malesi, pardon, tigri) che magari potrebbe sorprenderci, d'altronde sono anni che cerca di entrare in Europa, questa potrebbe anche essere la sua grande occasione.
Poi ci sarebbe Mario, anzi Super Mario. Che a dirla tutta non si è capito un tubo della telefonata tra i due. I sottomarini russi che puntano allo Ionio farebbero supporre che possa essergli partito un "va' morì ammazzato".
Nel frattempo la data del 9 maggio si avvicina, che poi è una scadenza/ricorrenza russa, quindi il problema ce l'hanno loro non gli Ucraini.
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