La situazione Ucraina/Russa comincia a delinearsi, o evolversi.
Per certo sappiamo che la prima fase di guerra è stato un disastro rispetto ai piani di Putin. Adesso c'è una fase di riassesto, che potrebbe essere sottovalutata anche questa, ovvero la conquista in 15 giorni del territorio. Anche perché dovrebbero essere arrivate le armi occidentali in mano alla resistenza Ucraina. Nel frattempo la guerra con l'esercito Ucraino è diventata contro il popolo Ucraino. E i cannoni sono rivolti verso le abitazioni civili in modo indiscriminato non a caso.
La parte più preoccupante è che Putin sta costantemente minacciando in via verbale tutto il resto del mondo. Mentre lui commette crimini di guerra per cui sarà processato, ribaltando la visione qualunque virgola fuori posto dei filo-atlantisti è una dichiarazione di guerra.
L'impressione è quella di cercare di provocare l'Europa o il blocco atlantista. Ma per quale motivo? Se voleva farsi vedere come il zar supremo al suo interno ha fatto la figura del coglione. Il sistema mediatico occidentale ha pressoché sfondato la censura nelle città maggiori, che oramai ha raggiunto livelli ridicoli, visto che gli effetti di una Ikea che chiude assieme a molti altri, due domande di pura logica da parte di un cittadino diventano spontanee. A questo punto c'è il concreto rischio che se lui decade, e sa benissimo che oramai questo succederà, deve crepare l'intero pianeta. Cioè l'uso dell'atomica.
La situazione è del tutto surreale. Per altro l'occupazione delle centrali nucleari, o quanto meno il tentativo di prenderne il possesso, è ancora più sinistro. Se si esclude questa parte dall'equazione, l'esercito russo sarebbe spazzato via per manifesta inefficienza ed inefficacia.
Però appunto c'è la minaccia nucleare, motivo per cui tutto l'occidente si muove con fin troppa cautela, guardando gli Ucraini doversi difendere da soli. L'alternativa del collasso interno russo è troppo lenta, sebbene gli effetti economici siano stati più veloci di quanto mi aspettassi. Quindi l'ultima barriera è appunto passare armi sotto banco agli Ucraini e girarsi dall'altra parte se i mercenari si uniscono a loro.
Più il tempo passa, più l'esercito russo rischia di essere indebolito. A questo punto bisognerebbe fare pressione sulla Cina. E' vero, non ci amano manco per nulla, ma allo stesso tempo noi siamo i loro clienti. Per altro le partnership con la Russia sono tutte di subordinazione, cioè i Cinesi si sentono molto più forti e potenti. Lo si è visto in modo chiaro alla firma di intese commerciali Russia/Cina qualche settimana fa. Putin sembrava il cagnolino di Xi Jinping.
Tutto questo casino e peggio i rischi correlati non fa bene nemmeno a loro. Pecunia non olet.
C'è poi una seconda considerazione. E' vero siamo cauti, anzi sembriamo immobili, ma le cose non stanno così. Non viene mostrato nei TG, ma in rete si trovano svariati video, nella zona di confine baltica, quindi tutti i paesi come Latvia, Estonia, si sono ammassate truppe e materiali Nato/Europei. Ufficialmente per un supporto all'Ucraina, ma nel mezzo ci sta la Bielorussia. Putin ha schierato il 100% del suo esercito in questa operazione, e più che i soldati sta subendo una pesante emorragia in termini di mezzi/materiali che oltretutto hanno cifre spropositate. Ad un certo punto potrebbe trovarsi letteralmente con le fionde anziché i fucili, e una presa di San Pietroburgo e tutta la zona di affaccio al Mar Baltico, metterebbe in sicurezza Finlandia e Svezia. Ovviamente è uno scenario ad oggi improbabile, ma queste manovre indicano che si stanno vagliando le ipotesi, anche quelle più assurde.
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