Non piove, ma nel mondo crypto i temporali ci sono eccome, da almeno qualche mese e non pare vedersi il chiarore sull'orrizonte.
Oggi sul Corriere compare l'articolone, dopo quelli delle settimane scorse dove chiamavano "svalute" Bitcoin e compagnia. La notizia di oggi che Voyager Capital ha chiesto la bancarotta assistita a New York. Avrebbero oltre centomila creditori e tra 1 e 10 miliardi di dollari di asset come stato di compensazione. Mentre i debiti sarebbero attribuibili alla svalutazione degli asset digitali che avrebbero toccato il 98% di perdita del proprio valore. Cioè il loro token VGX.
Ora la domanda che vi state facendo la vedo. Chi cazzo è Voyager Capital e la crypto VGX?!
Anche perché è la stessa che mi sono fatto io. Listata a rank 361 su CoinGecko, per capire Hive è a quota 181. Questi stanno a pagina tre dei ranking, che sappiamo essere l'anticamera della fuffaggine.
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Ma ovviamente il Corriere e gli sciacalli mediatici a cui la Blockchain sta sulle balle stanno sguazzando, è il loro momento. I trader però lo sanno, si sale e si scende, non che poi il mercato tech e azionario stia messo granché meglio.
Nel 2019 ci si aspettava l'arrivo della crisi, ne ho parlato in vari post, poi il covid e il congelamento del mercato, i recovery fund che hanno drogato il mercato nel 2021. Ora arriva lo sconto di mercato, l'inizio della nuova bolla. Che rischia di essere parecchio pesante perché potrebbe durare anche qualche anno.
Con i soldi del recovery si tirerà a campare, ma poi anche quelli finiscono, anzi su quelli ci sono anche gli interessi da saldare, un casino. Anche perchè gli equilibri europei erano precari prima, non è che per magia sono diventati forti ora. E sopra tutto questo un imbecille che sta pensando di "denazificare" il continente con le armi.
E noi fessi che quando eravamo in Lockdown vedevamo il mondo con occhi nuovi, da migliorare perché avevamo scoperto cosa perdere. Appunto, piove sempre sul bagnato.
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