Patrimoniale in verde (parte 2)

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Contina da parte 1

A questo punto vediamo una serie di scenari interessanti. Anche perché il 2030 può sembrare lontano, ma in termini pratici ed economici non lo è affatto.

Partiamo con un esempio piuttosto pratico. Il mutuo. Come sapete questi hanno un arco temporale piuttosto lungo, ben più dei sette anni che ci separano dalla prima scadenza. Mettiamo che avete fatto un mutuo trentennale, su una casa che stante il mercato e leggi in vigore vale 100. Ovvero il valore su cui la banca fa affidamento per la garanzia primaria del mutuo, che sarà stato ben più basso del valore nominale.

Nel momento in cui entra la legge europea, la casa potrebbe dimezzarsi di valore, o persino azzerarsi se una delle norme ipotizzate bloccasse la vendita in quanto l'immobile non ha il valore di classe energetica minimo. A quel punto che succede?

La banca potrebbe trovare strade "legali" decisamente poco piacevoli, come la vendita forzosa prima dell'entrata in vigore della legge.

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Da stime varie si identifica come il 74% delle case siano storiche, o ristrutturazioni di case storiche, o comunque antecedenti gli anni 70. Al di là della complessità e del costo ultra-maggiorato per lavori di edilizia, che nel caso di riqualificazioni sappiamo essere molto più onerosi rispetto ad una nuova costruzione, immagino che proprio in questo punto verterà uno scontro senza precedenti contro l'europa.

Cioè le belle arti elargiranno a dismisura esenzioni. Milioni di case magicamente saranno abitate solo quattro mesi l'anno (come cavolo si fa a controllare una norma simile?). Lo scontro con l'area EU sarà apertissimo, anche perché dietro tutto questo il vero target è mettere le mani in conti correnti e diritti di proprietà. E se il governo non fosse filo europeista, mi aspetto manovre evasive al limite delle supercazzole.

Viceversa, se il governo sposasse queste norme, durerebbe molto poco visto che i conti correnti verrebbero prosciugati in un colpo solo per cercare di fare fronte a spese improbabili per il solo "primo round". Già al secondo giro triennale interverrebbero le holding immobiliari, con manovre di vario tipo in cui ci sarebbe una sorta di esfiltrazione delle proprietà. Cioè la casa diventa nostra, ti diamo il diritto di usufrutto con postille varie ed arzigogolate.

Quindi attendetevi un bel bombardamento mediatico sulle case, dove sulle prime sembrerà semplice, ma poi quanto speso non servirà più perché nemmeno il tempo di ammortizzare ci sarà da buttare via tutto per qualcos'altro. Tutto questo alla faccia dell'ambiente, quello vero e reale,

Fra un decennio di questi tempi, vedremo pubblicità in ogni dove, simpatici nomi di aziende che sembreranno italiane, si offriranno come buoni samaritani, di salvarvi da quel brutto problema chiamato casa, magari ereditata dai vostri genitori. Perché non andare in affitto, rende più del mutuo (questo a dire il vero lo stanno già dicendo) e non ci stanno problemi... più o meno...

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