L'unione europea ci riprova, in quella che sembra in tutto e per tutto una legge con un destinatario piuttosto preciso, l'Italia.
Nel 2011, con il mini-golpe del governo Monti che aveva in tasca la famosa "letterina" della UE, ci furono una serie di tasse specificatamente mirate agli immobili. E non a caso.
Infatti, gli italiani risultano essere tra gli stati membri, quelli con il conto corrente più "interessante" e quelli con il maggior numero di case di proprietà. Due argomenti, assieme alla Sanità Pubblica, che sono stati da sempre nel mirino di Bruxelles.
I conti correnti devono essere "esposti al mercato" perché non si possono tenere fermi i danari. Parole dette da un CEO di una nota banca italiana, ma di questo ne ho parlato in un vecchio post di qualche anno fa.
La Sanità pubblica deve essere di tipo assicurativo e quindi privatizzata nel nome della "concorrenza". O se volete dell'american style, e se chiedete in America in merito su come vanno le cose, qualcosa vi sapranno dire.
E poi la casa, un bene che non va bene se appunto non sei italiano, come ad esempio una tra le tante holding immobiliari del nord europa.
Sospetto che Draghi avesse una check-list simile, che però si è ben visto dal tirare fuori, ma questo lo scopriremo fra un certo numero di anni. Il governo europeo quindi ci pensa da sé, con le direttive green.
Entro il 2030 le case dovranno avere una classe energetica "E", mentre tre anni dopo dovranno arrivare alla "D". Come abbiamo poi visto per le direttive sulle automobili, la cosa non si ferma certo li, ogni 3-5 anni si "stringe" il cerchio per arrivare alla classe "A". Ma, anche qui, come abbiamo visto per gli elettrodomestici le classi si possono sempre rivedere, in una sorta di ciclo infinito.
Giusto per dare un metro di paragone, il recente super bonus al 110% ha permesso a moltissime case con il cappotto, caldaie a condensazione e pannelli solari ad arrivare a fatica ad una misera classe "E". In sostanza l'enorme sforzo finanziario di questi tre anni non è servito a granché se guardiamo la futura legge europea.
Al momento la legge deve essere approvata in via definitiva, e siccome andiamo verso il mid-term italiano (elezioni europee) è bene sapere che il primo round è stato approvato, nel caso nostrano con i voti del PD e Movimento 5 stelle.
In questa fase quello che si sa, è che oltre ai due termini, ci sarebbe una lista di esclusione, che suona molto come il "comma dell'azzecca garbugli". Se l'iter della legge venisse mantenuto, le belle arti (che credo abbiamo solo noi) potrebbero esonerare edifici di tipo storico o di interesse paesaggistico dall'onere delle classificazioni. Nella lista poi ricadrebbero edifici di culto e edifici pubblici. Oltre alle case "abitate per meno di quattro mesi l'anno".
Aggiungiamo che per ora non è nemmeno previsto un impianto sanzionatorio, ma dubito che questa parte rimanga tale. Forse si lascia spazio al recepimento nazionale che probabilmente dovrà integrare questa parte.
continua...
Posted from my blog: https://blog.tosolini.info/