Giovedì il simpatico "marchettino" Zuckerberg ha annunciato quello che da qualche settimana si vociferava nell'aria. Ovvero un nuovo nome aziendale. In realtà Facebook rimane tale, ma non sarà il nome capofila che identifica il gruppo aziendale.
Quello si chiama Meta. Come Google fu inglobato in Alphabet, oggi la stessa manovra la fanno in Facebook. Ma non è solo un facelift aziendale ed azionario.
Infatti Meta sta per Metaverse, e non è un caso che le azioni avranno la sigla MVRS, che appunto non lasciano molti dubbi sul suo significato.
Ma perché Meta Verse? Non è un mistero che dopo l'acquisizione di Oculus, che appunto vedrà rinominare tutti i suoi dispostivi in Meta, Marchettino abbia puntato molto sulla questione realtà virtuale, visori eccetera.
Ma qui sta l'impiccio... sta roba non funziona sul piano commerciale. Oculus è stato lanciato in pompa magna, con partnership mirate in alcune catene di negozi dove sono stati creati i "corner" cioè delle zone dove provare e comprare il prodotto. Ebbene un floppone colossale, tanto che poi hanno dovuto svendere per liberare le scorte e fare spazio al modello successivo. Che ha venduto veramente poco.
Questi dispositivi non funzionano sul piano commerciale. Basta andare leggermente indietro nel tempo. Ve lo ricordate il 3D con gli occhialetti? Scomparso da ogni dove, eppure ce lo hanno propinato al cinema e a casa con i televisori. Dopo il primo effetto wow, arrivava l'effetto meeh per poi dire che era meglio la roba di prima.
La VR ha seguito lo stesso processo. Gli Oculus in fase beta sembravano la rivoluzione, poi quando sono arrivati quelli reali a livello di produzione, così come per la concorrenza, i costi elevati come primo scoglio, gli effetti indesiderati tipo nausea e mal di mare che coinvolge un elevato numero di persone. I numeri sul piano commerciale sono risibili. Chi l'ha comprato non lo ricompra perché lo reputa inutile. Solo questo dato parla da solo.
Se pensiamo che Valve ha scomodato il suo diamante più grosso, ovvero la saga di Half Life per cercare di vendere sta roba, ed è stato un flop se consideriamo il passato di quest'azienda. Ma anche Google non ne parla da tempo, Microsoft aveva qualcosa in cantiere ma poi è finito tutto nel dimenticatoio. Apple se ne è tenuta alla larga.
I giovani su cui puntano per chattare in VR, non gli frega nulla, poi di venire su Facebook che già ora pensano sia roba per vecchi, ma neanche ci pensano. Ma più in generale wereable di questo tipo sono considerati scomodi
Anche qui, come se non ci avessero già provato. Ricordate Second Life? Pompatissimo dai giornali, specie quelli generalisti. Nel momento in cui è venuto meno l'endorsement si è sgonfiato come un palloncino bucato.
Tutte queste manovre mi ricordano molto Google, con il suo plus. Meta e la parte virtuale la ficcheranno in ogni dove, per poi arrivare al momento reale dove il consiglio di amministrazione certificherà le trimestrali rosse, e chiederanno a Marchettino di farsi da parte. O meglio, lui ci dirà che si fa da parte perché vuole pensare alle paturnie del mondo, o qualcosa di simile.
Già visto anche quello, Mark..
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