Ho trovato quanto meno interessante l'articolo del Fatto Quotidiano.
Al di là degli schieramenti e dei "credo" la cronaca postuma riporta il periodo in cui Renzi era Presidente del Consiglio e si stava avviando verso il famoso voto del referendum costituzionale del 2016. Dove va detto ne abbiamo sentite, dalla parte del si, una marea di baggianate assurde. La più assurda di tutte che se l'Italia aboliva il senato con quella riforma si poteva dare o trovare la cura per il cancro.
Perché ovviamente tutti gli altri paesi e i centri di ricerca hanno la cura, ma aspettano l'abolizione del Senato Italiano per renderla nota... Ma questa è la considerazione di tre quarti della classe politica passata ed esistente rispetto al popolo italiano. Cioè pensano che siamo dei cretini.
E proprio l'articolo è la prova del nove, ma qui entra Facebook in modo indiretto. Nel novembre del 2015 Trump aveva sfruttato proprio il noto social dove avrebbe "ricondizionato" o indirizzato l'elettorato americano a votarlo.
Nel settembre del 2016 Renzi pensa di replicare la stessa cosa con gli italiani. Lo sappiamo dall'articolo del Fatto perché i loro giornalisti si sono spulciati le carte della Procura di Firenze che sono uscite dal segreto istruttorio. Quindi quanto riportato dagli investigatori è diventato di dominio pubblico.
Come detto al di là poi delle considerazioni politiche, di simpatia o quello che vi pare, un dato di fatto c'è. Facebook in Italia vale meno che negli Stati Uniti, anzi viene da dire che non vale proprio nulla.
Infatti tra il settembre e dicembre 2016 il comitato del SI aveva dalla propria parte praticamente il 95% dei media a proprio favore. E non solo i media, ricordate la "giravolta" di Benigni? Se i media tradizionali erano "coperti" tutt'altra storia per quanto riguardava Internet.
In questo contesto emerge la enorme permeabilità su Facebook dei dati personali. Dei software erano in grado di capire l'orientamento di voto delle persone ed individuare dei potenziali influencer o condizioni che li potessero indurre a cambiare idea.
Al di la della constatazione se sia legale o meno, il fatto che questi software facessero queste cose è intimamente legato alla inesistente sicurezza di quel sito, viceversa non si spiega come potessero giungere a simili risultati.
In linea teorica l'enorme valanga di martellamento mediatico su tutti i fronti avrebbe dovuto partorire una vittoria con percentuali da regime totalitario. In fondo in America il dibattito si poteva dire quasi opposto per ruoli di forza. Quasi tutti i media davano contro a Trump che ha giocato la partita gran parte sull'online. Ed è proprio li che l'intervento e gli sforzi si sono maggiormente spesi, anche dal punto di vista finanziario.
Ed invece come sappiamo il risultato fu un 60% per il no. Segno che gli italiani, anche e forse sopratutto online, non solo non erano influenzabili, ma probabilmente erano e sono impermeabili. Ovvero della questione o non gli fregava granché oppure erano addirittura in grado di mascherare le proprie intenzioni anche ai software spia.
Oggi come abbiamo visto per la mancata rielezione di Trump la questione è ulteriormente cambiata, ovvero il livello di influenza dei social è decisamente scemata. Forse anche a causa di questi scontri politici che hanno contribuito ad inquinare il funzionamento stesso di questi siti. Oramai declinati alla cloaca del pensiero umano.
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