“Nessun uomo è un’isola” scriveva John Donne. Nessun uomo è solo in mezzo al nulla ma è sempre parte di un pezzo di terra più ampio: di un terreno fertile, di una famiglia, di una comunità, di una civiltà. nessun uomo è un’isola e ognuno intesse un tessuto di relazioni, influenze reciproche e scambi che lo rendono parte di una realtà multiforme e mutevole, ma compatta. John Donne intendeva con questo sottolineare che siamo tutti parte di un terreno comune: l’umanità. E quando osserviamo le tragedie del mondo non dovremmo osservare con composto e distaccato rammarico, ma sentirsi colpiti in prima persona perché parte appunto dello stesso continente.
“Nessun uomo è un’isola. [...] La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell'umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te.”
Insieme alla fantasia, anche la curiosità e l'osservazione alimentano la creatività. E così il nostro @armandosodano trae l'ispirazione da fonti di ogni genere. E in questo caso, l'acquarello di un grande albero marino deriva da tanti approfondimenti fatti sulle piante e sul mare.
@noemilunastorta ci regala oggi un personale e sensibile ritratto delle persone catturate dalla tristezza. Avvolti nei loro abiti pesanti, i tristi hanno volti grigi e occhi pericolosi, che ti avviluppano e ti trascinano a fondo insieme a loro. I tristi non sanno come scacciare questo sentimento così totalizzante da non permettere più neanche un respiro leggero. Ma il mondo circostante non si accorge di loro, li sfiora e non riesce a penetrare la corazza della solitudine.
Roma, a cavallo tra gli anni '70 e '80 era considerata dai malavitosi un luogo senza padrone, una città in cui poter delinquere senza render conto a nessuno, fino a quando per una serie di coincidenze un gruppo di criminali cominciò a collaborare dando così vita a una delle associazioni a delinquere più famose e pericolose della storia Italiana, la banda della Magliana. Ce ne parla @itegoarcanadei.
Torna la classifica delle migliori 100 serie TV secondo il nostro appassionato seriale @serialfiller, siamo ben lontani dai vertici della classifica ma iniziano a fioccare i nomi importanti, se volete scoprire quali e in quale posizione sono non vi resta che leggere questo post.
Raramente la storia viene affrontata dal punto di vista delle donne e delle madri e ciò che potevano raccontarci si è perso nell’oblio dei secoli. Ma @fulviaperillo riesce a far parlare le figlie di Scipione l’Africano e di Lepido in un divertente racconto che mischia la vita quotidiana e i grandi avvenimenti di Roma. Due donne appartenenti alle famiglie che portarono Roma a conquistare il mondo si barcamenano tra i piccoli problemi di tutti i giorni, la rivalità nata dalle loro origini e la vivacità dei loro figli. Due dei quali destinati a grandi gesta, che ancora oggi ricordiamo.
Ritroviamo l’appuntamento settimanale con il The PostIT Review a cura di @sarabelardo che ci mostra la situazione generale delle categorie che hanno riscosso successo e quelle che hanno tenuto un profilo basso.
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