Il Sole riluce nel cielo
e nel giorno un fuscello risorge,
e così come s'apre un sorriso
con tal grazia un fiore compare
donando una lieta stagione
con il suo lieto colore.
Il tempo fluisce pacato
e le verdi creature del bosco
s'accorgono d'essere sole,
e ridestan le pallide foglie
così che le api gioiose
su esse si posano liete.
Un soffio di vita corre la via,
vicino un bimbo si sveglia,
un bagliore argenteo si leva;
il tepore scende sul prato
accudito da un paziente lavoro
che nel cuore rimane prezioso.
Una luce che nasce dal Sole
e dell'iride colmo di gioia
i colori più vivaci che mai
s'accendon ti tale splendore,
riflessi dall'acqua del mare
sulla sabbia che soffoca l'aria.
Il vento si leva improvviso,
al comando s'apron le nubi,
s'alza la mano sull'universo;
l'uomo impreca e spera
conoscendo il loro dovere,
l'acqua cade il suolo si bagna.
Cadono a terra abbattuti,
le nubi si muovon veloci,
il sereno è scomparso;
l'acqua fradicia cade
sulla terra ormai tenebrata
che sola senza luce si scopre.
Le foglie piegano al suo venire
le nubi accorrono;
la pioggia cade sotto il comando,
la terra fradicia s'assopisce
e alla vista d'ogni creatura
timorosa la vita si cela.
Terribili ombre di fumo
si parano il dì frammezzando,
e la madre finora paziente
la sua ira sul mondo conduce,
evocando il timore scordato
che in ogni suo figlio riappare.
Le misere anime sole,
che puniscono le gelide lacrime,
nel silenzio ascoltano il grido
che dal suolo s'alza furioso,
e tremano difronte alla luce
che dal cielo scende crudele.
Ella il supplizio riduce,
colta da pena e d'amore,
accogliendo le piccole vite
nel suo candido abbraccio;
l'opaco bagliore riappare
annunciando che forse è la fine.
Il vento si posa dietro la casa,
il pianto al fine è cessato;
e ora la vita rinasce
sui piccoli ruscelli argentati,
nel cielo il tuono s'abbatte
e risuona come un'esplosione lontana.
marzo 1990