Finchè vivrò

shegud(42)
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9y

Sì li sento,
maledetto, li sento,
sento il loro vociare odioso,
sento quelle parole false
che accalcano ignoranti,
come posso non udire offeso
mentre recitano schifosi
i loro noiosi discorsi,
lo so cosa dicono
è inutile che urli verme
so benissimo che mi odiano,
lo fanno perchè vivo,
vivo anche se non come loro,
vivo anche se contro in tutto
alla loro società marcia
che sotto il tappeto costoso
cela i resti dei cadaveri,
le ossa decomposte da tempo
di tutti quelli che non volevano
ma che non avevano deciso,
lo so che mi vorrebbero lì
ma io non sono come gli altri,
io sono vivo e voglio vivere
e per me non c'è un modo
ma tutti nei loro aspetti utili,
uso tutto e tutti sempre,
qualunque cosa mi piaccia
io la prendo prima o poi,
se qualcuna mi piace
me la porto a casa, se vuole,
senza ascoltare la società.
Si, urla stupido escremento
non puoi dir nulla di nuovo,
niente che io non sappia
o che non m'interessi sapere,
urla, urla pure mi piace
vuol dire che vi faccio paura
massa di scheletri testardi
che non vedono che il passato
non capite l'emozione suprema
della libertà in ogni sua forma,
non subite l'eccitante influsso
che una canzone, un fiore
e ben più un corpo, posson dire,
non capite che la mente pensa
e che la mente che non pensa
non solo non vive ma distrugge,
voi, rifiuti di un errore evolutivo,
non capite mai nulla,
non sapete cosa vuol dire,
non so, l'energia sublime
che si ha cambiando allo specchio,
l'ammirare gli infiniti volti
che pur fermi corrono lesti
in ogni uomo e anche donna,
non potete, voi finti umani
intravvedere il chiaro e il buio
che dividono un uomo in due,
voi vedete o l'uno o l'altro
e non volete ammettere mai
che il giusto è nel tutto
e non in quello che è giusto
per voi del tutto assoluto.
Vedo i vostri occhi cadere
e bramo veder cadere il sangue
che sulla mia pelle conferma tutto,
non vi servono a nulla
anche senza sarete come prima,
dite pazzia il sentirsi potenti
potenti della propria miseria,
invincibili nel mondo
anche se ultimi tra di voi,
non m'interessa niente di voi
dei vostri giudizi banali,
io sono vivo e ciò basta
perchè vuol dire che sono nel giusto
tanto quanto lo siete voi
e non potete negarlo,
è per questo che alzo la voce
elevo il mio grido al mondo.
Nulla di ciò che è ora
è meglio di quel ch'era prima,
è forse peggio perchè falso,
ci hanno, ci siamo illusi
di vivere liberi nei limiti ovvi
che una società impone
ma non è così, non sarà mai
noi siamo le fondamenta
questo è vero è realtà pura,
ma per loro fondamenta
vuol dire ciò che regge tutto
stando nel fango, nella melma
e così eleva l'edificio pulito
al di sopra della sporcizia,
e più loro vivono a modo loro
e più producono escrementi
che vanno a sommergere infami
sempre più le fondamenta,
è inutile fingersi liberi
è inutile fregarsene e basta
come è inutile demolire la casa
perchè chi poi ci tirerebbe fuori
dal fango sudicio, dall'inferno,
dobbiamo costringerli a capirci,
capire che un uomo è uno
e che la società vale poco
solo finchè non danneggia un po'
anche un solo suo membro,
e non fate finta, idioti,
intellettuali degni delle fogne,
non portate la malizia
per travisare le parole altrui,
ho detto membro e non cazzo
e ricordate sempre d'ora in poi
che non sono le parole immorali
ma è la concezione ideale
che ognuno di noi si fa
del significato delle parole
che può essere immorale o meno;
una società che solo colpisce
anche uno solo dei suoi
non è degna di esistere,
perchè esiste per difendere
da ciò che sta fuori da essa
e non per colpire essa stessa
ciò che le dà vita e corpo
per questo, ancor di più,
non deve esistere una comunità
che costringa tutti gli uomini,
quelli semplici intendo,
quelli che stanno sotto, i più,
a dei sacrifici per essa,
sacrifici che invece di tornare
come premio agli umili
vanno come regalo ai maiali
che seduti là in alto ridono.
Ma io vivo, vivo e sono felice,
perchè mi accontento di ciò
e se voglio qualcosa in più
non faccio altro che provare
e provo finchè non lo prendo,
e chiamate pure Dio,
chiamate pure la moralità
ed anche la filosofia ed altro,
io sono vivo e in ogni modo
finchè sarò vivo e forte
cercherò di farvi soffrire
in un modo o nell'altro.

maggio 1992

http://jenabirba.altervista.org/versiliberi/parte1/19920501.html

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