LA MIA TRIESTE DI UMBERTO SABA

Words
162
Reading
1 min
Listen
Play
6y

Oggi in questo post vorrei presentarmi la mia città Trieste, non ha parole per esprimerle e per cui mi sono affidato a quelle di Saba che forse è un po' più bravo di me, venite a visitarla appena finito il covid.

Ho attraversata tutta la città.

Poi ho salita un’erta,

popolosa in principio, in là deserta,

chiusa da un muricciolo:

un cantuccio in cui solo

siedo; e mi pare che dove esso termina

termini la città.

TRIESTE.PNG

Trieste ha una scontrosa

grazia.

Se piace,

è come un ragazzaccio aspro e vorace,

con gli occhi azzurri e mani troppo grandi

per regalare un fiore;

come un amore

con gelosia.

MIRAMARE.PNG

Da quest’erta ogni chiesa, ogni sua via

scopro, se mena all’ingombrata spiaggia,

o alla collina cui, sulla sassosa

cima, una casa, l’ultima, s’aggrappa.

Intorno

circola ad ogni cosa

un’aria strana, un’aria tormentosa,

l’aria natia.

La mia città che in ogni parte è viva,

ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita

pensosa e schiva.

FRO VITTORIA.PNG

LA MIA TRIESTE DI UMBERTO SABA | Ecency