Ricordi di infanzia

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La casa abbandonata.

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L'altro giorno ho dedicato un post sul periodo onestamente incasinato che si prospetta in autunno e l'ho fatto allegando una foto che mi riportava a tempi lontani.

In prima media, o forse era un seconda, avevo fatto un gruppetto con dei miei compagni di classe ed il sabato pomeriggio andavamo ad esplorare una cascina diroccata in mezzo ai campi.

Erano tempi diversi, dove uscivi il pomeriggio alle 14.00 e la mamma ti diceva solo torna per cena.

Niente telefoni, niente di niente.

Uscivi e andavi ovunque.

Uno dei miei compagni conosceva quelle campagne e ci incontravamo per andarci insieme.

La cascina era lontana, o per lo meno così mi ricordo.

Per arrivarci c'era anche da saltare un fosso.

Il fosso che saltavo per il largo, anche ai tempi.

Non sono mai riuscito a saltarlo per il lungo.

Un giorno, come nei più bei video di paperissima uno dei miei compagni saltando ci è finito dentro col culo.

Muto, ti asciugavi sperando che tua madre non ti riempisse di botte.

La casa era senza una parete ed il piano di sopra era raggiungibile grazie al pezzo di soletta che era ceduto, quindi faceva da scivolo.

Salivamo e scendevamo sereni senza problemi, come se non esistesse pericolo.

Poi un giorno siamo tornati ed il piano di sopra era crollato.

Pensa se succedeva quando eravamo di sopra.

Cercavamo ogni sorta di prova o indizio strano per avvallare la nostra certezza della presenza delle streghe o di qualche animale strano del mondo delle favole.

Ecco che le impronte di cane diventavano quelle di un cerbero e così via.

Nel fiume un mio amico un giorno ci ha visto una mano mozzata.

Ovviamente non c'era.

L'abbiamo cercata tutti insieme, tutti abbracciati.

Ci prendeva per il culo, ma ormai lo aveva detto, tanto che siamo andati alla cabina telefonica e lui in preda alle lacrime ha voluto chiamare la polizia ( che poi non ha chiamato ).

Era incontenibile.

Probabilmente si era ormai auto convinto di averla vista.

Beh, se me la sono cavata in quel periodo vuol dire che c'è speranza.

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