Vi mostro questa foto, per prima cosa,
voi ovviamente ci vedete una pianta di pomodorini in primo piano
e sullo sfondo un bellissimo cielo azzurro raggiunto all'orizzonte da
piante ed un campo coltivato, io in realtà ci vedo pura poesia.
Tutto l'anno aspetto che quei pomodorini vengano alla luce perchè
sono la cosa che più amo al mondo, in termini di verdura o frutta.
si, ok... le patate... ma è altra roba.
ovviamente intendete queste voi giusto?
ehm... si si.. anch'io.
comunque nelll'orticello c'è spazio pure per loro.
Quest'anno, complice il bel tempo, le piante di pomodori stanno sfornando chili di
perle d'amore, che io sapientemente ed avidamente mi vado a raccolgiere, prima che
mio suocero dall'animo gentile inizi a regalarli a destra e a manca.
ieri in ufficio, ho sentito che chiedeva ad uno del palazzo dove abbiamo l'ufficio
com'erano i pomodori che gli aveva regalato.
Lui ha risposto che un po li aveva buttati perchè erano marciti.
Brutto pezzo di merda schifoso, ti prendi i MIEI pomodori e manco li mangi?
li fai marcire?
già mi stavi sul cazzo... adesso poi non ne parliamo.
Con tutti i pomodori che raccolgo, io ci faccio il pomodoro fresco che mi mangio crudo
buttato direttamente sulla pasta.
praticamente una minestra fredda di pomodorini.
In genere quella ciotola di sugo basta solo per me.
Poca pasta e quintali di pomodoro crudo.
Condito solo con un pizzichino di aglio ( poco poco capito? ) e basilico a chili, come le foglie di fico per Adamo.
Ho provato per la prima volta a fare anche la passata fatta in casa.
Ho fatto un esperimento con un po di pomodori, ed onestamente speravo di ricavare più salsa.
Tutto questo casino...
Per questi due miseri vasetti.
Non ho voglia di vedere buttato tutto il frutto del lavoro dell'orto.
I miei pomodori... cioè quelli di mio suocero, che poi mi mangio io...
Come non sono miei?
Li ho raccolti io!
Cosa?
Qualcuno mi sta suggerendo che sto sottovalutando il ruolo del sole e della terra in questa situazione.
Tutto questo casino per due miseri vasetti, come dicevo prima...
O meglio due vasetti di puro distillato di poesia.
In culo a quel pirla che li fa marcire.