La dad.
O d.a.d. o didattica a distanza, altro termine imparato in questo periodo di merda.
Ma tralasciando un pochettino i particolari, vorrei soffermarmi sulle modalità con le quali questa roba ti arriva addosso da un momento all'altro.
Uno schiaffo... un fulmine a ciel sereno, un cazzo in culo mentre ti chini ad allacciarti le scarpe, proprio il giorno che hai deciso di uscire senza mutande sotto i pantaloncini, e quello di dietro se ne accorge perché vede lo sballonzolare dei maroni in controluce, perché dai... se i pantaloncini non sono anche larghi ed un pochino trasparenti che gusto c'è?
Ieri stavo camminando tranquillo per il paese, arriva uno del governo da dietro e mi appiccica un foglio sulla schiena e scappa via.
Lo tolgo... lo leggo...
E io come cazzo faccio? Come mi organizzo col lavoro?
Ha urlato il tizio del governo scappando via.
Ecco come mi sono sentito ieri quando me lo hanno comunicato.
Ma io sono uno di quelli fortunati che il lavoro un po se lo organizzano da soli, ma gli altri?
E come cazzo fanno?
Dirlo il giovedì per il lunedì... ok... ma il giovedì per il venerdì?
Poi da quanto ho capito solo le scuole chiudono, mentre il resto rimane aperto.
Sempre e solo i bambini ci vanno di mezzo, i bambini ed i ragazzi che non possono coltivare le proprie passioni per poi diventare un domani adulti felici e soddisfatti della propria vita ( almeno in gran percentuale ).
Io se ' devo ' rimanere qualche sera in più sul divano ci rimango anche volentieri... ma i poveri ragazzi subiscono tutto questo mentre gli adulti possono trovare ogni minima minchiata di scusa per poter uscire di casa.
La dad.
Dovrebbe significare didattica a distanza, ma per me è solo sinonimo di qualcosa che non funziona.
E scusate lo sfogo.