Non è un lavoro, ma purtroppo per alcuni (includendo una coppia di conoscenti) lo è diventato loro malgrado. Avendo perso il lavoro offline senza la benchè minima prospettiva di trovarne un altro (figuriamoci, al di là delle regioni autonome del nord Italia oramai il lavoro offline è sempre più una chimera), si sono visti letteralmente costretti al trading, diventato l'unica alternativa possibile. Quando l'alternativa è: vado avanti per una manciata di mesi con qualche migliaio -se non centinaio, allora la manciata di mesi diventa una manciata di settimane- di euro che mi restano per campare prima di finire sotto i ponti oppure me li gioco con il trading e allora o la va o la spacca? Secondo me meglio la seconda opzione: tanto, alla fine della fiera, se non hai niente da perdere non te ne frega nulla di tirare a campare per qualche mese. Ovviamente questa coppia ha studiato il trading e i mercati a lungo come due dannati: non si sono cimentati da scommettitori. Ora vanno avanti da anni grazie al trading. E chissà quanti come loro. Questo è a quanto un paese come l'Italia riduce i suoi cittadini.
Words
191
Reading
1 min
Listen
Play
4y
RE: Il trading non è un lavoro