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All’evento di Codemotion di Milano targato “Blockchain e crypto values” ci sono stati nomi d’eccezione dell’ecosistema internazionale delle criptovalute. Tra questi abbiamo deciso di porre alcune domande su alcuni temi ben precisi a Peter Todd.
Americano, Developer Bitcoin, Crittografo e Bit-Avangelist. Peter è uno dei capi saldi del mondo Bitcoin dalle sue origini.
Durante il suo panel, Peter ha cercato di spiegare una sua soluzione semi-trustless per il trasferimento di asset virtuali, attraverso i concetti di single-use-seal e proof-of-publication.
Il single-use-seal è una modalità per evitare il problema di double spending. Per seal si intende un lucchetto crittografico. Questa tipologia di garanzia supporta due operazioni fondamentali:
Inoltre, il processo deve seguire altre due condizioni fondamentali:
Inoltre, per rendere l’implementazione scalabile e il meno trusty possibile, tale meccanismo può utilizzare la proof-of-publication su un sub-ledeger, come la Blockchain di Bitcoin. Essendo semi-trustless il meccanismo, Peter ha concluso spiegando una possibile soluzione, basata sulla maggioranza dei witness, in cui se N su M ha pubblicato allora tale messaggio è valido, per limitare le possibili implicazioni negative riguardante il problema della censorship.
Jacopo Sesana (J.S.): Peter ti è piaciuta la conferenza?
Peter Todd (P.T.): Si, molto. Non pensavo ci fosse così tanta gente interessata nell’ambito. Mi è solo dispiaciuto di non ricevere molto domande sul panel che ha fatto. Speravo ci fossero più conoscenza tra la platea della crittografia base. Non era facile quello che ho spiegato? (ridendo)
J.S. È la prima volta che venivi in Italia?
P.T. Sono stato a Milano più volte. Ho partecipato ad alcuni Bitcoin Meetup organizzati da BlockchainLab.
J.S C’è molta dissonanza tra gli appassionati e critici riguardo a cosa davvero rappresenta Bitcoin. Secondo, potrà mai essere paragonato ad una moneta?
P.T. Bitcoin è Bitcoin. Anche il suo valore non può essere paragonato ad una fiat currency. Niente di più, niente di meno. Penso che è una domanda a cui potremo rispondere tra almeno 100 anni. Adesso non siamo in grado.
J.S. In merito al tuo ultimo tweet, a proposito di futuro, pensi davvero che dovrebbe essere alterato l’algoritmo di Bitcoin, creando inflazione?
P.T. Davvero ti cambia qualcosa che bitcoin sia inflazionato? Matematicamente, Bitcoin dovrà essere inflazionato, ipoteticamente all’1% fisso, per farlo funzionare nel futuro. Non c’è altra soluzione per dare incentivi ai miners di non uscire dalla chain. Inoltre, questo potrà essere un modo per non far alzare troppo le fees nel futuro. Tuttavia, non risolve a pieno il problema (delle fees). Bisogna lavorare con l’idea di far funzionare il sistema nel futuro, non nell’immediato.
J.S: Pensi sia l’unico modo per non far uscire i miners?
P.T: I miners sono avidi. Se non avranno più incentivi per utilizzare potenza di calcolo, sprecare risorse, troveranno altri modo per guadagnare. Se non troveranno più profittevole la catena, si rischia il collasso del sistema distribuito e decentralizzato. Non ci sono altre soluzioni. Inoltre, con il Lightning Network, questa è la via per far rimanere sicura e performante la mainet. Semplice.
J.S: Grazie mille Peter.
P.T: Grazie a voi