Antibiotici vs Ambiente

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Cosa fanno gli antibiotici utilizzati, all'ambiente?
Un recente studio pubblicato sul "Microchemical Journal" spiega come gli antibiotici utilizzati in terapia, possono avere effetti sull'ambiente. Il quantitativo di tali antibiotici nelle acque e nel suolo è aumentato per due ragioni:

  1. usiamo molti più antibiotici di una volta;
  2. perché il nostro organismo non è capace di metabolizzare l'intero farmaco, gran parte del farmaco effettivo viene espulso e finisce nelle acque reflue. I nostri impianti di trattamento però, non sono in grado di rimuovere questi composti prima di raggiungere altri ambienti (fiumi, mari e laghi). Ma qual è il grosso problema che comporta la distribuzione di tali composti in natura?

I microrganismi, sono importanti?
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Photo: Grist

Beh, risulta che questi composti possono accumularsi nelle acque e nel suolo, danneggiando notevolmente le comunità microbiche naturali che vivono al loro interno. Anche se non visibili, i microrganismi svolgono un ruolo cruciale in quasi tutti gli ecosistemi, a partire dai cicli biogeochemici, nella regolazione climatica ed a finire nei processi di decomposizione di composti organici come ad esempio i pesticidi. Questi processi possono sembrare inutili, ma mantengono in equilibrio l'ecosistema e tutto ciò che lo circonda, ma gli antibiotici possono alterare questo equilibrio.

Questi studi, mostrano la presenza di diversi fattori che possono influenzare l'azione di un antibiotico sull'ambiente.
Tra questi avremo, ovviamente, la quantità di antibiotico, il tempo di esposizione, l'ecosistema su cui andrà ad agire (ad esempio il suolo o l'acqua) e l'azione sinergica con altri antibiotici e/o contaminanti. Tutti questi aspetti vanno a rendere noto il tipo di impatto che un antibiotico ha sull'ambiente e distinguiamo, un impatto DIRETTO (a breve termine) o INDIRETTO (a lungo termine). Gli impatti diretti sono causati da battericidi e composti con azione batteriostatica, "con conseguente scomparsa di alcune popolazioni microbiche e mancata ottemperanza nello svolgimento del loro lavoro nei cicli biologici". Gli impatti indiretti, invece, tendono a creare dei batteri antibiotico-resistenti.

L'aumento di tali antibiotici in natura inoltre, non è causato solamente dall'utilizzo spropositato per usi clinici nell'essere umano, ma anche dall'utilizzo di tali composti nelle industrie agrarie su animali come bovini, polli e suini.
Ecco perché bisogna cercare di diminuire gli utilizzi di antibiotici se non prescritti da un medico per determinate patologie.