La vecchiaia fa cagare!

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Si, fa cagare. Anche pisciare, certo. Per motivi di prostata, prolassi e incontinenza, ci si piscia sotto. Ma non intendevo scendere da subito in questi dettagli (lo farò, lo farò…!!). Parlavo per metafora. Il titolo di questa mia riflessione voleva essere una metafora per portarci subito al punto: invecchiare fa schifo.

Cari i miei amici giovani, non vi fate irretire da quei falsi profeti, quei vecchi saggi che vi dicono che oggi età ha le sue bellezze e che “quando eri giovane, si, è vero, potevi… ma ora che sei vecchio, finalmente, puoi…”
Tutte cazzate!

Un articolo di Ilvo diamanti di ieri su “La Repubblica” parla dei giovani. Ma, marginalmente, tocca anche l’argomento vecchiaia. E non a caso, a parer mio, documenta un progressivo slittamento della percezione di quando finisce la giovinezza (e inizia la vecchiaia!), con il procedere dell’età.

”Fra coloro che non superano i 36 anni, la giovinezza finisce poco più avanti: a 42 anni. Poi, via via che gli anni passano, anche la giovinezza si allunga. Fino a 62 anni, per coloro che hanno superato 71 anni.”

http://www.repubblica.it/politica/2017/10/30/news/no_a_politica_e_religione_per_i_giovani_e_l_era_delle_passioni_tiepide-179732808/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P8-S1.8-T1

Perché la vecchiaia fa paura! E slittiamo sempre più in là il momento in cui ci dovremo confrontare con lei. …già, con lei, non con essa. Perché non è un concetto, non è una cosa. La vecchiaia è una bestia, un nemico. Un nemico con cui non vale neanche poter combattere. Non c’è riscatto, perché, quando arriva, ha già vinto.

Eccomi qua. Sessanta anni. Presto, a febbraio, sessantuno.
Alto un metro e novantaquattro per centodieci chili di peso. Un gigante!

Smonto armadi, raso pareti, tinteggio, rimonto, sistemo,… abbatto a mazzettate, ricostruisco, sego, taglio, incollo, smartello,… scendo col carico in spalla sei piani, carico sul furgone, scarico,… non c’è cosa che dentro casa non sappia fare e non faccia.

Progetto, disegno, scrivo,… al computer anche venti ore di seguito. Senza mangiare. Senza pranzare, senza cenare,… Notti insonni per lavorare e si riparte la mattina dopo,… trentasei ore di fila, senza stanchezza, senza sonno, senza fame,…

Partecipo, dibatto, parlo all’assemblea senza paura e raccolgo consensi. Poi riprendo l’aereo, torno, mi rimetto al lavoro e poi, in macchina, da un’altra parte. Non c’è problema.

Gioco a basket ogni lunedì. Vado in montagna e cammino otto ore di fila e salgo 1500 metri di quota, per poi scenderne 500 il giorno dopo e poi risalire, per giorni. Senza paura. Senza tregua.

E… boh, non mi viene in mente altro. Ma non voglio perdere tempo a cercare altri argomenti. Voglio scrivere di getto. Voglio arrivare al punto.
Il punto è che …io sono sempre stato così. Non c’è nulla di nuovo. C’è gente che, anche giovane, non ha mai avuto questo temperamento, questa capacità di sopportare fatica, dolore fisico, spostamenti, avversità,… Io sono così. Sono sempre stato così.

E allora?
E allora, ecco il punto.

Ora che sono vecchio (quel vecchio di cui parlo sopra, si, che fa quelle cose, ma comunque vecchio), beh… ecco, ...ecco come sono invecchiato.

Avevo dei bei capelli grossi e castani, che portavo lunghi sulle spalle. Ora ho delle piume bianche senza corpo che aggiusto con la mano prima di uscire per nascondere che mi sto stempiando.
Avevo dei begli occhi un po’ all’in su, come gli slavi e vivi come quelli di Chaplin e di Picasso. Ora sono abbottati, spenti e cadenti.

La pelle si riempie di piccoli angiomi rossi e le mani di macchie scure. Le gengive si ritraggono e i denti si fanno più fragili. No, tagliare quel pezzo di plastica con i denti non si fa. Non si fa più…

La vista cala. Addio ai 10/10 di una volta. Adesso non ci vedi più né da vicino, né da lontano. Due paia di occhiali o lenti bifocali, altrimenti non ci vedi. E, se ti scordi gli uni o le altre e sei in viaggio, sei in un mare di guai. Ah… ricordati di portarti dietro anche il liquido per le lenti! …io che non mi portavo neanche le chiavi di casa e non ho mai avuto il portafoglio! Che non ho mai usato l’accappatoio e portato l’ombrello…!!
E, comunque, con la luce bassa, non vedi più comunque e amen.

La schiena duole, il ginocchio cede. Anche l’altro. Ché il primo ha già la sua bella protesi.
E torcersi per guardare dietro in retromarcia è faticoso. …e vedi meno…
Si fa fatica a smaltire i grassi, ma si ha meno forza di volontà e si mangia di più. E mangiare non ti dà lo stesso piacere di prima. E neanche bere. …Forse bere si, perché se bevi tanto ti stordisce. E io, quando sono in compagnia, bevo tanto.

La musica troppo alta ti infastidisce. Il traffico supera oltremodo i limiti di sopportabilità. I commenti politici ti annoiano, le discussioni sono sempre le stesse. Hai l’impressione che non si faccia un passo avanti. Sei stanco, sfiduciato, disilluso… E questo a dispetto del fatto che continuo a fare, operare, muovermi, e che ho il mio discreto successo. Ho fatto cose, ho avuto riscontri,… ho guadagnato,… se parlo ancora mi ascoltano e mi chiamano per farlo. Il lavoro va bene. Raccolgo risultati. Non sono un fallito. …Fallito, poi,… ma che vuol dire…!!?

Insomma, dire che la vecchiaia ha il suo fascino è una stronzata!

Se eri una sega, se da giovane eri una sega, lo sei anche da vecchio. Se eri un fico lo sei anche da vecchio. La vera differenza, estremizzando il discorso, è tutta e solo qui.

Ma, mezza sega che fossi da giovane o gran figo, da vecchio sei una mezza sega dimezzata o un gran fico spuntato.

Nessun valore aggiunto. Tutta remissione.
Sei più saggio? Aah…
Sei più consapevole? Bah…
Sei più sereno? Uhm…

Hai meno tempo per fare le cose e ti sembra che le cose non abbiano più senso. E i tramonti, la musica, le letture, il teatro,… e persino i viaggi, tutte cose che continui a fare, non ti emozionano più come prima.

L’amore finisce. Il desiderio sessuale cala… E vabbè, chissenefrega…
I nonni sono morti da un pezzo, gli zii sono là là e i genitori pure, qualche amico se n’è andato e tu hai imparato a soffrirne sempre meno. Anche la sofferenza, come le gioie e gli entusiasmi, si attenua. E’ una stagione dai sapori e dalle sfumature lievi. Troppo lievi…

C’è, per fortuna, una contropartita. C’è un’unica cosa che ti dà ancora emozione e sulla quale investi. I figli. I miei due figli. Che studiano, viaggiano, conoscono, imparano, investono, ridono e si innamorano…

Ecco, io studio, viaggio, conosco, imparo, investo, rido e mi innamoro in loro, attraverso di loro, con loro! E meno male!!

Ciò detto, …va bene così. Va bene così, perché non potrebbe essere altrimenti che così. La vita è questa e dunque è così che va e dunque va bene così.
Nessuna depressione in atto, nessun rifiuto del tempo che passa e delle sue conseguenze.
Ma non fatevi prendere per il culo. La vecchiaia fa schifo.
Godetevela finché siete giovani, che si gode di più!

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