La più grande burrasca

mad-runner(78)
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(Immagine CC0 creative commons

Saltiamo nel nostro racconto direttamente al 2011, anno davvero sconvolgente, sotto un punto di vista particolarissimo...

Ero ancora sul .com, anche se c'era un tam-tam nemmeno troppo sotterraneo che qualcosa stava per succedere, soprattutto per quello che riguardava i siti .com, non si sapeva bene come e cosa, ma nei tornei che facevo dal vivo dalle mie parti si vociferava che era meglio incominciare a giocare sui domini .it, perché il nostro tanto caro e bravo stato italiano(volutamente scritto in minuscolo perché sono solo capaci a chiedere nuovi soldi sotto tutte le forme possibili e immaginabili) da qualche tempo aveva aperto gli occhi verso questo nuovo mondo, intuendo che ci avrebbe potuto ricavare fiore fiore di soldini sonanti...

Era un periodo che su Full Tilt avevo un saldo molto contenuto, mentre su Pokerstars.com ero in una sorta di stand-by, in quanto aspettavo la definizione di una querelle, in cui pareva fosse imminente il nostro passaggio in blocco sul dominio .it, era come passare dalla Champions League a giocare nel campionato di Serie C, che non è così facile e immediato, in quanto la tecnicità dei giocatori sarebbe stata molto ma molto approssimativa.

Fu un vero e proprio Black Friday, ma con i forti sconti non era nemmeno lontano parente, in quanto vennero bloccati dall'Autorità americana i siti delle 3 principali poker-room mondiali, Pokestars, Full Tilt Poker e Absolute Poker, che raccoglievano account da ogni parte del mondo, con accuse gravissime, quali riciclaggio di denaro, aggiramento della legislazione americana in materia di utilizzo del denaro elettronico quali carte di credito e similari, corruzione di funzionari pubblici e altri capi di accusa, e quel 15 aprile 2011 fu una svolta epocale, dalla quale solamente Pokerstars.com riuscì a trovare un accordo soddisfacente con gli Enti Amministrativi Americani, in modo tale da tutelare completamente gli account dei propri giocatori iscritti, Pokerstars.com ripartì in un tempo relativamente breve, mentre Full Tilt e Absolute, nonostante continui comunicati stampa in cui si cercava di trasmettere fiducia, non riaprirono mai più i battenti, lasciando migliaia e migliaia di players in tutto il mondo senza la possibilità di riavere i propri fondi, fatto gravissimo, in quanto fortunatamente per me detenevo in quel preciso momento circa una decina di dollari sull'account, ma conoscevo un paio di persone che avevano qualche migliaio di dollari su Full Tilt, che a loro volta erano in contatto con players che superavano abbondantemente i 20000 dollari....

Pokerstar ci vendette in blocco a Pokerstar.it, non potevamo più accedere a Pokerstars.com in quanto vietato agli utenti italiani, con grandissimo rammarico perché fu una vera e propria retrocessione...

Montepremi molto più contenuti, livello di donk (somari patentati) ai tavoli molto più elevato, livello di tassazione decisamente più elevato, erano solamente alcuni degli aspetti negativi che il passaggio sotto il dominio nazionale aveva generato, oltre alla grandissima mancanza della mia tanto cara e amata Full Tilt Poker, i 10 dollari erano poca cosa, quello che mancava realmente era l'esperienza di gioco in quella piattaforma, nettamente diversa e più qualitativa rispetto alla fotocopia sbiandita Pokerstars.it, i giorni passavano e la situazione non si sbloccava, nulla di nuovo, nulla di diverso, Full Tilt sempre bloccata, qualche proclama detto qua e là, ma concretamente nessuna novità, si continuava ad andare avanti giocando unicamente sui siti .it, una vera ecatombe...

Continua...