Il problema della leva militare - L'incontro con un soggetto

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Immagine CC0 creative commons

Quell'anno maledetto diede un fortissimo colpo a tutta la mia esistenza, verso la fine di quell'agosto caldissimo dell'89, mio fratello incontrò questo fantomatico graduato dell'esercito italiano, che doveva avere il compito di trovare, sempre entro i limiti, più o meno definiti, dei regolamenti esistenti, un modo per farmi evitare di prestare il servizio militare, era molto fiducioso, questo soggetto, a me a pelle non convinceva più di tanto, si intuiva che non era una cattiva persona, ma quanto ad affidabilità, era la quella del mio uccello moscio quando si trova un pertugio vergine posteriore, praticamente non serve proprio a un cazzo di niente, e così fu, per fare un piccolo innocente spoiler...

Era un venerdì, la domenica notte, successiva a quel giorno, mio fratello si tolse la vita, seppi di questa comunicazione direttamente da questo soggetto, che si presentò al mio cospetto dopo circa un mese dall'accadimento di quel fatto surreale e allucinante, dicendomi che aveva parlato con mio fratello, che era molto strano, che continuava a dirgli che io non avrei dovuto fare il servizio militare...

Le sue ultime parole, in quel primo contatto, furono di stare tranquillo, la sensazione che mi lasciò fu proprio quella di un detto che gira da tempo immemore dalle nostre parti, forse anche dalle vostre...

"Tranquillo era un buon uomo ma alla fine è morto inculato..."

I mesi successivi alla morte di mio fratello furono incredibili, difficilmente descrivibili per tutto quello di negativo che furono in grado di produrre, un giorno ero su questa terra, un altro vagavo nello spazio più cupo e profondo, immerso in un buio siderale che tagliava l'anima, in tutto questo gigantesco tumultuoso divenire di cose e fatti c'era sempre questo cazzo di problema del servizio militare, ero stato, elegantemente, costretto a licenziarmi dal lavoro di ragioniere presso l'azienda in cui lo prestavo, per dedicarmi completare a quel negozio, che faticosamente avevamo realizzato, iniziai a buttarci dentro l'anima, e i risultati non tardarono ad arrivare, era un pezzo della mia vita ormai, un ricordo molto forte di una parte della vita di mio fratello, non potevo lasciarlo cadere così, non potevo partire per quel cazzo di anno perso a servire lo stato di stocazzo, buono solo a creare vincoli, balzelli e oneri vari, come il servizio di leva obbligatorio, dovevo rimanere a casa, per il negozio, per la mia famiglia, per non rischiare una chiusura anticipata di quella attività, a cui tenevo in maniera particolare e unica, se fossi dovuto partire per il servizio di leva, non c'era verso, avrei concretamente rischiato la sua chiusura definitiva, il pacchetto di clientela che eravamo riusciti faticosamente a crearci si poteva nuovamente disperdere in altri punti vendita concorrenti...

Continua...

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