Il Lago della Cava - Indescrivibile

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Tra un allenamento e un altro, nacque quel benedetto negozio, forse qualcuno di voi si ricorderà che qualche anno fa raccontai già qualcosa a tal riguardo, rappresentò una sorta di croce/delizia per quel primo anno della sua vita commerciale, per poi sfociare, lasciando tutti raggelati e impietriti, nell'assurda decisione di mio fratello di farla finita con la vita, era la fine di agosto, quando lo ritrovai nella soffitta di casa nostra, irrimediabilmente morto, due colpi di fucile da caccia hanno un effetto devastante sul viso di un essere umano, io c'ero, io so lo, io ero presente...

In quei lunghi, assurdi, agghiaccianti minuti che rimasi in sua compagnia, guardai dalla piccola finestra della soffitta in direzione del lago, era laggiù, dall'apertura si vedeva benissimo, in buona parte della sua estensione, eravamo a quasi 10 metri di altezza, in posizione dominante, era placido, fiocamente rischiarato dall'illuminazione pubblica, incredulo testimone di quello che era appena successo, non ci poteva credere, neanche lui, che uno dei suoi frequentatori più assidui, come pescatore, come corridore, come visitatore in cerca di luoghi freschi e ombrati, non ci fosse più, che non sarebbe più andato a trovarlo...

Passò del tempo, non so quanto, ricordo vagamente che scesi le scale, vidi tantissime persone, che nonostante fossero passate da poco le 3 di notte, erano venute in casa nostra, chi era salito, chi era rimasto in strada, saranno stati almeno una cinquantina, non ne ricordo più di 2 o 3, gli altri erano come dei fantasmi, non li vedevo, sentivo solo il bisogno di allontanarmi un attimo, oppure per più tempo, feci qualche passo e andai a guardare il negozio, il nostro negozio, che aveva subito diversi destini nel corso delle ultime settimane, ora chiuso definitivamente, ora venduto all'altro socio, ora preso da me, ora preso da mio fratello, uno sguardo alla vetrina, anche lei invisibile, per poi fare qualche passo proprio in direzione del Lago, una delle pochissime persone presenti che rammento mi fermò, dopo che avevo semplicemente accennato il movimento in direzione lacustre, chiedendomi allarmato che cosa avessi intenzione di fare...

Lo tranquillizzai, non avevo assolutamente nessuna voglia di fare una 2° cazzata, bastava e avanzava quello che aveva fatto brutalmente mio fratello, avevo bisogno di riprendere fiato, di stare un attimo da solo, sarebbe iniziato un periodo assurdo e allucinante per me, sentivo la necessità di rilassarmi un po', il mio interlocutore mi seguì in silenzio, senza dire più nulla, arrivai sul ciglio dell'inizio della discesa verso il lago, era sufficiente, eravamo già distanti abbastanza da quella piccola folla silenziosa, sbigottita e attonita per quello che era successo in quella soffitta, l'arrivo dell'ambulanza, con i suoi lampeggianti, mi destò da quella sorta di coma vigile che stavo vivendo, riportandomi a una realtà che a distanza di anni non riuscii mai completamente a metabolizzare, lentamente ritornai verso casa mia, il lago alla mie spalle, e tutte le responsabilità e gli impegni che sarebbero arrivati da affrontare, a pochissima distanza dall'ambulanza arrivò anche una volante della Polizia (veramente era la 2° ambulanza, non so perché ma ne intervennero 2), sulla quale salii, dopo qualche tempo, per andare a fare la mia deposizione sull'accaduto, ma questo è tutto un altro discorso...

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