Epilogo quanto meno insolito...

mad-runner(78)
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(Immagine CC0 creative commons

Quel famoso lunedì avevo 6 tavoli da poker aperti, ma giocavo un solo torneo, quello relativo alla 10° tappa, l'ultima, che avrebbe deciso il nome dei 10 giocatori che avrebbero avuto quella specie di contratto da PPP (Professional Poker Player) tanto ambito, per i quali ci eravamo battuti come se non ci fosse un domani...

Perché avevo ugualmente 6 tavoli aperti?? Semplice, perché controllavo gli altri giocatori con cui ero a stretto contatto nella classifica parziale, per verificare il loro andamento, era uno stretto marcamento, che serviva per dare ancora maggiore carica e direzionalità alle mie giocate, spingendomi a dare il massimo nel caso che avessi visto delle particolari defaillances nel loro torneo, in ogni caso scatenava ulteriormente l'adrenalina, se già non ce ne fosse stata abbastanza.

Quasi immediatamente ebbi un bellissimo regalo, il 10° assoluto e il 13° uscirono prematuramente dal torneo, una posizione era praticamente recuperata, e il mio più immediato inseguitore era già KO, fatto che si ripeté nuovamente per il 14° piazzato, altro piccolo sorriso...

E il mio torneo?? Procedevo molto guardingo, nella fase intermedia snasai pure una super-trappola, per cui risparmiai parecchie chips, che sarebbero state utili nelle fasi successive, dopo un paio d'ore, dove avevo dovuto difendere i bui con i denti e potuto fare poco altro, sono entrato in una mano con un punto marginale, J e 9, il flop è stato galattico, 10 8 e 7, carte di 3 colori diversi, una vera libidine, ero fuori-posizione*, nel senso che ero il primo a parlare ad ogni giro di mano, per cui scelsi di fare check, aspettando l'azione altrui, che non tardò affatto, in quanto eravamo in 4 e quello subito dopo di me rilanciò...

Un altro player subito all-in, fold del quarto giocatore, e la palla ritornò a me, che nonostante avessi il punto nut (il migliore che si potesse comporre sul tavolo in quel momento...), una grossa incognita c'era ugualmente, perché sapevo benissimo che il giocatore che era andato in all-in era messo bene, dal modo che aveva di giocare, e poteva anche ribaltare, con 2 carte a scendere, il punto che avevo in mano, senza contare quell'altro che aveva aperto la mano, che probabilmente avrebbe chiamato, non potevo foldare le carte che avevo in mano, a quel punto del torneo, il mio call era praticamente automatico, in altri tornei mi capitò, prima della distribuzione delle carte comuni, anche di foldare AA, quando mi ritrovai a chiamare 4 all-in, ma non in quel momento, non dopo tutto quel tempo, qui dovevo mandarle tutte, e sperare che tutto filasse liscio, perché i brividi c'erano, eccome, ed avevano pure motivo di esserci.....

Continua...

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