....il primo lavoro che potesse essere vagamente degno di essere chiamato tale, sarebbe stata la badante di un'anziana signora, che aveva bisogno di un sostegno e di un supporto per un buon numero di ore giornaliere.
L'unico vero problema era la remunerazione, in quanto era davvero una miseria, per la modica cifra di 15 euro al giorno forfettarie doveva sorbirsi minimo 6 ore, con un picco sporadico di 8-9 ore per almeno un paio di tornate settimanali, 450 euro al mese, pochi, davvero pochi, ma erano meglio di niente, considerando anche il fatto che era compreso un pasto presso l'abitazione della vecchietta.
I suoi figli erano appoggiati frequentemente da parenti, il loro padre era troppo spesso fuoriuso, avendo da tempo sostituito i festini orgiastici con coca con le sbronze casalinghe e continui abusi sessuali sulla moglie, purtroppo, a differenza della droga, l'alcol inibiva fino a un certo punto la prestazione del porco, ma in ogni caso, anche nella malaugurata ipotesi di sua debacle, trovava sempre qualcosa da infilare nei disgraziati e deflorati pertugi della moglie, che non aveva il coraggio di ribellarsi fino in fondo a quei disgustosi soprusi, perché il suo amorevole consorte poteva contare sul supporto di un parente tra le forze dell'ordine, che tendeva ad insabbiare le nefandezze del famigliare...
In occasione di una di queste abominevoli aggressioni Gaia finì, a causa del marito, per la prima volta al Pronto Soccorso, per lacerazioni e contusioni varie, nella furibonda lite era stata, manco a dirlo, la parte soccombente, si era battuta per la propria incolumità, ma una pioggia mista tra schiaffoni, calci e pugni nello stomaco avevano ben presto segnato le sorti di quella colluttazione.
Il lurido essere ebbe la lucidità di chiamare l'adorato e collaborativo cugino, che si premurò di fiondarsi al nosocomio, per scongiurare e ammonire verbalmente Gaia dallo sporgere denuncia, pena la possibilità di passare qualche spiacevole inconveniente, era molto persuasivo e chiaro nelle sue viscide elucubrazioni...
Passavano gli anni, i bimbi divennero ragazzetti ma l'andamento della vita famigliare non era sostanzialmente mutata, Gaia relegata a fare da sguattera, domestica e puttana dell'odiato marito e lui che passava il suo tempo tra la frequentazione di tutti i bar della cittadina e l'esecuzione di qualche improbabile commissione, di quelle che lui chiamava i suoi adorati lavoretti, dove si prestava ad essere arruolato per qualche compito di basso impatto malavitoso, qualcosa che si addicesse alla sua losca e secondaria piccola figura criminale, non avendo certo lo spessore del delinquente di razza...
Continua...