Criptogenesi - 19° puntata

mad-runner(78)
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Immagine CC0 creative commons

...la gioia di vivere quella nuova esperienza cresceva con il progredire della circonferenza della pancia.

Il lavoro di suo marito riusciva a coprire tutte le esigenze famigliari, per cui, dopo una rapida consultazione con la propria datrice di lavoro, Gaia decise di andare in maternità, al termine della quale si sarebbe licenziata, con il TFR accumulato avrebbero avuto ulteriore margine di sicurezza per far crescere nei primi anni di vita il loro figlio in tutta tranquillità, poi avrebbe cercato nuovamente un lavoro ma con tutta calma, coperta dagli emolumenti del proprio uomo.

La gravidanza arrivò a termine senza nessuna preoccupazione, proprio allo scadere del 9° mese Gaia iniziò a sentire degli strani dolorini, chiamò per sicurezza sua cugina, che faceva l'ostetrica, una rapida visita casalinga fu sufficiente per appurare che la dilatazione era già partita, un paio di centimetri, nulla ancora di preoccupante, ma per maggiore sicurezza era il caso di preparare senza urgenza la valigia e recarsi in ospedale, il parto si era avviato regolarmente.

Un unico, piccolo, non trascurabile particolare, suo marito non rispondeva al cellulare, era da poco dotato di quel nuovo ritrovato e al momento non era raggiungibile, Gaia non poteva aspettare oltre e dovette accettare l'invito di sua cugina, che l'accompagnò fino al reparto poi dovette purtroppo andarsene, lasciando la futura neo-mamma da sola, direttamente nella sala travaglio, purtroppo...

Ritrovarsi da sola non fu un esperienza idilliaca per la ragazza, in quanto non ebbe decisamente fortuna, il medico di turno era un soggetto strano, che si prese direttamente e specificatamente cura di lei, visitandola in maniera molto scrupolosa e soprattutto approfondita, nel limite molto incerto delle sue mansioni fece qualche manovra un po' troppo espansiva, un po' troppo intima, certamente la zona in cui doveva operare era quella, ma non avendo nessun altro parto in quel momento, stazionò perennemente nella stanzetta con lei.

Gaia pregava che arrivasse suo marito, le attenzioni particolari e vagamente morbose ma sempre più pressanti del medico si sarebbero drasticamente ridimensionate, ma nonostante gli avesse chiesto di provare a ricontattarlo telefonicamente, l'ennesimo tentativo ebbe nuovamente esito negativo, nulla da fare, era da sola, insieme al professionalissimo medico del reparto Ostetricia...

Per agevolare la dilatazione, in quei tempi era ancora in uso praticare alla partoriente un bel clisterone, generoso e abbondante, tale da una parte da provocare un'accelerazione al parto, ma anche di fiaccare ulteriormente le già scarse forze della donna, e chi poteva fare questa bella infusione anale se non il dottore in persona?? Con la duplice scusa di controllare approfonditamente la vagina e di favorire la successiva introduzione della sonda rettale, infilò il più possibile un dito, sempre ben lubrificato, nello sfintere di Gaia, che avvertì chiaramente l'introduzione decisamente profonda, la spinta era al limite della sopportazione, il medico con voce quasi roca le chiese di pazientare ancora un attimo, lunghi, interminabili secondi, poi finalmente il dito uscì, la ragazza ansimava in maniera evidente, per tranquillizzarla e rasserenarla cosa di meglio da fare se non dolci, strane carezze in loco prima e dopo aver avviato il clistere??

Continua...

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