Un inferno, quello che successe fu un vero inferno, lo stesso arbitro indicò incredulo il centro del campo e contemporaneamente con i tanto sospirati 3 fischi finali sancì la fine dell'incontro, avevano vinto il tanto conteso derby con il risultato di 2 a 1, il tutto maturato in un fantasmagorico finale di partita al cardiopalmo, Fabrizio venne preso di peso e lanciato innumerevoli volte in aria, portato sotto gli spalti con la medesima procedura e fino agli spogliatoi, i festeggiamenti continuarono a lungo, raramente si vincevano partite in quella maniera, per di più proprio contro la squadra più odiata, una vera libidine, un vero godimento, un'autentica orgia di adrenalina dilagante e prorompente, che non si esaurì sul campo da gioco ma continuò e si prolungò per tanto tempo anche negli spogliatoi, dove si scatenò una turbolenta manifestazione di sana gioia sportiva, cori, canti, salti, balli, sberleffi e sfottò, sembrava quasi che avessero vinto una Champions League, da quanta era alto il livello dei festeggiamenti, Fabrizio fu l'ultimo che riuscì a prendere la strada della doccia, per diversi minuti gli era stato impossibile perfino muoversi, per quanto fosse alto il livello del calore affettivo che la sua prestazione aveva generato, ma anche una volta terminatala dovette ritornare più volte sotto l'acqua corrente, a causa di ripetute innaffiate con l'ennesima bottiglia di spumante che improvvisamente si materializzava nei suoi pressi...
Passò diverso tempo, da quando finalmente Fabrizio riuscì a lasciare il tanto spumeggiante spogliatoio, chiudendo dietro di sé la porta di quel luogo che fino a poco tempo prima gli aveva regalato tantissime potenti emozioni, aveva l'animo leggero, colmo di gioia e soddisfazione, quasi non vedeva la via verso la propria vettura, ormai era notte fonda, era l'ultimo calciatore a lasciare lo stadio, ripensò a tutto quanto era successo in questo meraviglioso pomeriggio, ai 2 incredibili goals che era riuscito a siglare, alla grandissima prestazione che era riuscito a fornire in quel breve lasso di tempo, si beava di tutto quanto, era in un universo parallelo, ancora su questa terra ma la mente spaziava in lande immense, libera di viaggiare e fantasticare alla velocità della luce, salì nella sua autovettura, chiuse gli occhi, come per fissare indelebilmente nella mente, se ce ne fosse stato bisogno, quanto gli era successo, ma decisi colpi contro il finestrino della sua vettura lo riportarono bruscamente e rapidamente alla realtà....
Era Greta, che lo stava osservando con sguardo inquisitore, non contenta, vista la mancanza di reazione da parte del ragazzo, aprì la portiera, continuandolo a fissare negli occhi, e mentre Fabrizio era ancora disorientato, lo apostrofò per bene....
Continua...