Criptogenesi - 11° puntata

mad-runner(78)
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Immagine CC0 creative commons

....l'infuocato confronto stracittadino che agitava gli animi di tantissime persone, com'era facile intuire Fabrizio prese inizialmente posto in panchina, il mister non voleva rischiare oltre il limite l'incolumità fisica del proprio ragazzo, in caso di bisogno avrebbe quasi certamente disputato lo spezzone finale della partita, le sensazioni che aveva avuto nel riscaldamento pre-partita non erano state positive al massimo, per cui accettò senza particolari obiezioni la decisione, prendendo posto in tutta tranquillità a bordo campo.

Fischio d'inizio, nessuna delle due squadre prendeva il sopravvento, la palla per il primo quarto d'ora ristagnava sovente nella zona centrale del campo, nessuna conclusione degna di rilievo nello specchio della porta dell'una o dell'altra compagine, un episodio dubbio al limite dell'aria di rigore a favore della squadra di Fabrizio, reclamarono veementemente per la concessione della massima punizione ma la terna arbitrale optò per una punizione dal limite, giusto una manciata di centimetri prima della linea che delimita l'area, che si concluse con un nulla di fatto, in quanto la palla venne calciata direttamente sul fondo.

I minuti passavano, la situazione di iniziale parità continuava a regnare in campo, rimanendo immutata fino alla fine del primo tempo, squadre al riposo con il risultato di 0 a 0, mentre rientrava negli spogliatoi Fabrizio si girò istintivamente verso la tribuna, erano presenti qualche centinaio di persone a quell'incontro, era la partita nettamente più sentita di tutto il campionato, il piccolo stadio era una bolgia, e in mezzo a tutti quanti c'era lei, non poteva mancare, non poteva essere assente a quella partita, proprio a quella partita, così importante per lei, Greta, era lì, fissava il compassato incedere verso lo spogliatoio di Fabrizio, un cenno di saluto reciproco, con la ragazza che fece uno strano gesto, che Fabrizio interpretò a grandi linee, conoscendo i recentissimi discorsi intercorsi...

Inizio secondo tempo, calcio d'inizio agli avversari, neanche il tempo di batterlo e in pochi secondi uno spiovente in area, incredibile liscio del difensore centrale e proprio il tanto odiato centravanti infilò la palla nell'angolino basso alla destra dell'estremo difensore, sbloccando il risultato per la sua squadra, 1 a 0 per gli avversari.

Era troppo, andare sotto grazie al goal del giocatore più discusso tra quelli in campo, Greta fissava costantemente la panchina della sua squadra, nella speranza di vedere iniziare il riscaldamento di Fabrizio, sentiva, forse sperava ardentemente che potesse fare qualcosa per raddrizzare la situazione, almeno segnare un goal per portare il risultato in parità, la sconfitta sarebbe stato decisamente troppo, per come poi si stava concretizzando, un vero incubo ad occhi aperti...

Il tempo scorreva inclemente, nonostante una discreta pressione esercitata, la squadra casalinga non riusciva a raddrizzare le sorti dell'incontro, si era ormai giunti al 25° minuto del secondo tempo, quando finalmente Greta intravide una sagoma fare qualche passo di corsa blanda, e un piccolo fremito scosse il suo corpo, "Dai Fabrizio, dai, fagliela vedere, dai....", pensò e prego, lo seguì ininterrottamente, disinteressandosi all'andamento dell'incontro, ormai si era convinta che l'unico in grado di poter sovvertire il destino di quella partita del cazzo era proprio lui...

Alla mezz'ora esatta Fabrizio scese in campo, anticipando di un paio di minuti il già previsto ingresso a causa del leggero infortunio in cui era incorso un suo compagno di squadra, per i primi 5 minuti della sua frazione di gioco non vide nemmeno la palla, totalmente avulso dalla manovra, finché nell'andare incontro al primo pallone decente ricevette un duro colpo da dietro, la caviglia scricchiolò sinistramente, e un nuovo fortissimo dolore fece la sua comparsa...

Continua...

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