Continua il periodo difficile per bitcoin e le altre ceiptovalute, altre al calo che si è registrato nei mercati nelle ultime ore infatti si aggiunge la notizia che Facebook proibirà le pubblicità associate a criptomonete e ICO.
L’annuncio - apparso sulla sezione business del social network - rivela l’adozione di una nuova policy che permette di eliminare tutte le inserzioni che promuovano prodotti e servizi finanziari fuorvianti o ingannevoli, come le critpomonete, le Ico e le opzioni binarie . Nello specifico l'intento della piattaforma di Zuckerberg è quello di eliminare tutti i banner pubblicitari ingannevoli come: “Clicca qui per saperne di più di una criptovaluta senza rischi che permette pagamenti istantanei ovunque nel mondo”. Oppure: “Usa il tuo fondo pensione per comprare bitcoin”. O ancora: “Una nuova ICO! Compra ora i token con il 15 per cento di sconto”.
FACEBOOK E LE CRIPTOMONETE
La decisione di Facebook non deve essere interpretata in senso ostile alle criptovalute in sé. Ricordiamo che all’inizio di gennaio lo stesso Ceo, Mark Zuckerberg, aveva pubblicamente elogiato le monete matematiche in un post, considerandole uno degli strumenti - insieme alla crittografia - che permettono di “restituire potere nelle mani delle persone” togliendolo dai “sistemi centralizzati”. (Un’affermazione che, sia detto per inciso, pronunciata dal fondatore di una piattaforma quasi monopolista che ha risucchiato e centralizzato i rapporti sociali, era suonata tanto interessante quanto paradossale). E si era ripromesso di studiare gli aspetti negativi e positivi di tali tecnologie.
Tra quelli negativi i manager di Facebook hanno evidentemente annoverato tutte quelle pubblicità di servizi, offerte e investimenti al limite della truffa (scam, truffa, è termine usato nel comunicato) che sono proliferati assieme al successo di bitcoin e delle altre criptovalute. Certo, non è chiaro se con l’acqua sporca verrà buttato anche il bambino, ovvero se la mannaia colpirà qualsiasi servizio, indipendentemente dalla sua serietà, legato al mondo delle monete matematiche. Per ora la messa al bando sembra generalizzata. Il problema, dice la piattaforma, è che ci sono molte aziende del settore che non operano in buona fede.