Questa meravigliosa foto l'ho scattata nella chiesa di San Vincenzo a Bassano Romano ed è un Cristo portacroce di Michelangelo Buonarroti.
Nel 1514 Michelangelo, sebbene fosse vincolato da un contratto di esclusiva con gli eredi Della Rovere per lavorare alla tomba di Giulio II, non rifiutava remunerative commissioni private, come quella ricevuta da Bernando Cencio, canonico di San Pietro in Vaticano, Mario Scappucci, Pietro Paolo Castellano e Metello Vari per un Cristo risorto, da collocare nella basilica di Santa Maria sopra Minerva.
L'artista lavorò alla statua con solerzia, ma in fase di ultimazione apparve una sgradevole venatura nera proprio sul viso del Cristo, invalidando l'intera opera.
Accantonata questa prima versione, il maestro, che nel frattempo era rientrato a Firenze, mise mano a una seconda versione nel 1518, completandola e inviandola a Roma nel marzo del 1520. Accompagnò il lavoro l'allievo Pietro Urbano, che una volta sul posto portò a compimento l'opera in maniera così maldestra da allertare il maestro che, non soddisfatto del lavoro finito, si offrì di scolpire una terza versione. Ma il Vari non volle aspettare ulteriormente e si accontentò dell'opera finita chiedendo, come compensazione, il dono della prima versione non finita per sistemarla nel suo giardino. Poi se ne persero le tracce.
Solo nel 2001 è stato riscoperto nel Monastero di San Vincenzo a Bassano Romano un Cristo portacroce ritenuto opera seicentesca derivata da Michelangelo. Dopo una pulitura che ha riscoperto la famosa venatura nera sul volto si è giunti alla conclusione che si trattasse della perduta scultura michelangiolesca.