Io faccio parte di quella generazione di degenerati e sfaticati che vivono sulle fortune dei propri genitori e nonni... quella generazione chiamata "Millenials". Viviamo in un mondo opulento, dove non abbiamo mai vissuto o patito la fame o la guerra, dove possiamo permetterci di scegliere il nostro lavoro e scartare quelli che non vogliamo... "Choosy" come disse la Fornero qualche tempo fa.
Eppure pensate a come è cambiato il nostro mondo rispetto a quando eravamo piccoli: la prima televisione di cui abbia memoria fu un catorcio in bianco e nero, a tubo catodico ovviamente, residuato di chissà quale retaggio da parte dei miei nonni. È durato pochissimo, visto che pochi anni dopo arrivò la TV a colori (non sono così vecchio, all'epoca il nostro era più un problema economico... le TV a colori costavano parecchio). Vivevamo nell'era degli otto bit: otto bit le console, otto bit i colori, i videogiochi avevano pixel grandi come un pollice, il nostro senso della moda e le pettinature cotonate avrebbero fatto scuola (per la loro bruttezza) ... ed era un mondo dove si pagava in contanti.
La generazione degli spicci - click for source
Sì perché la carta di credito l'avevano solo i ricconi.
Quando eravamo bambini, il concetto di "pagare con la carta" era qualcosa di assolutamente alieno per me ed i miei amici. Lo è tutt'ora per molte persone della generazione precedente alla mia: non sono mai riuscito (e non credo riuscirò mai) a convincere i miei genitori ad aprire un conto in banca con carta di credito. Loro sono della vecchia scuola, di quando si andava in banca ogni mese a ritirare in contanti il proprio stipendio... le persone cercavano qualcosa di "tangibile" da poter spendere, contare, amministrare.
Io non ho mai ritirato il mio stipendio in banca: sono figlio dell'informatica e della tecnologia, sono bravissimo a spendere tutti i miei soldi senza la necessità di farli passare fisicamente per le mie mani.
Come in un gioco di prestigio.
Dov'è andata la colomba? Semplice: a pagare le bollette - click for source
Ed a volte, penso alla generazione successiva, quella dei miei figli. In un mondo dove, neanche a dirlo, le cryptovalute costituiranno una vera alternativa al denaro fiat così come lo conosciamo. Saranno lontani i tempi dove il Bitcoin valeva pochi centesimi di dollaro, dove tutti erano convinti che gli altcoins fossero una truffa, una bolla, una finzione. Noi Millenials, nati a cavallo di questa epoca, impiegheremo po' ad abituarci, forse qualcuno continuerà ad usare le attuali carte di credito ed i ragazzini ci rideranno dietro, come noi oggi facciamo ai pensionati che ritirano lo stipendio alle poste, rischiando lo scippo alla "Fantozzi".
Sarà una vita migliore rispetto alla nostra? Ho già toccato questo argomento in passato, sfiorandolo con una similitudine alla serie "Black Mirror; ma cerchiamo di approfondire il concetto, riassumendo con una parola i vantaggi ed i rischi di questo "futuro" distopico, che tanto distopico forse non è.
Le Cryptovalute si poggiano su un sistema decentralizzato: addio banca centrale europea, addio Draghi e sistema finanziario, addio commissioni di prelievo diverse da istituto e istituto. Benvenuti scambi di valuta virtuale istantanea e senza intermediari, benvenute transazioni monetarie anonime e prive di tassazione (diverse ovviamente dalle fee standard del coin), benvenuta sicurezza garantita dalla blockchain... blockchain che a quel punto potrà essere utilizzata per memorizzare qualsiasi scambio degno di nota, sulla quale potrà essere sviluppato del software per poter semplificare la vita di tutti i giorni. Immaginate un futuro nel quale poter acquistare una casa facendo un paio di click sullo schermo di un cellulare, comprare e immatricolare una vettura nel giro di dieci minuti...
Riassumerei questo futuro con un semplice concetto: LIBERTA'.
Libertà dalla sovranità monetaria, libertà dalle istituzioni, libertà di scambio... una vera e propria democrazia pura. Governo del popolo fatto e finito.
Purtroppo, come in tutte le cose, c'è il rovescio della medaglia. Prima di tutto, la diffidenza: e non sto parlando solo della diffidenza del singolo nei confronti delle crypto valute, ma quella ancor più pericolosa del potere centrale. Le banche ed i governi vedrebbero il loro potere sulla popolazione seriamente minato da questa innovazione... e stanno già ora cercando dei modi per "bloccare" questa marea che li sta sommergendo (l'esempio della Cina è lampante) o "cavalcare" l'onda anomala (Bitcoin e altcoins in Nasdaq, listate come prodotti finanziari). Altro problema: l'utilizzo illecito del denaro non potrebbe più essere tracciato in alcuna maniera, semplificando di molto il lavoro di riciclaggio delle attività criminali. Inoltre esiste una vulnerabilità intrinseca della blockchain: è un caso limite, ma cosa succederebbe se da un giorno all'altro tutti i nodi (in realtà ne basterebbero il 50% del totale +1) decidessero di "buttare giù" la blockchain?
Non sono del tutto d'accordo, ma neanche così in disaccordo - click for source
Sì perché tutta la sicurezza di questo tipo di rete si basa sul fatto che un singolo non possa mai "combattere" contro la potenza di calcolo di tutta la rete, ma se tutta la rete si coalizzasse per uno scopo qualsiasi... sarebbe il caos. Sarebbe una "Battle Royale", una rivoluzione tutti contro tutti, una Caporetto del sistema.
Questi problemi nascono dal concetto stesso di libertà. Quando la libertà è assoluta, le persone possono decidere del loro futuro e di quello degli altri. L'umanità quando non è regolamentata finisce per consumare sé stessa. La libertà personale si trasforma in ANARCHIA incontrollata... e qui si scontrano in una battaglia senza tempo la "filosofia" e la "realtà".
La filosofia ci dice che il concetto è nobile e lo scopo lo è altrettanto: è impossibile combattere il progresso tecnologico quando raggiunge le dimensioni che, ad esempio, raggiunse la rivoluzione industriale. Perché questo andremmo ad affrontare, una vera e propria rivoluzione.
La realtà è che, volente o nolente, il 50% dell'umanità ha un’intelligenza sotto la media. E con il tempo, questa media sta scendendo vistosamente. Terra-piattisti, solariani, anti-vaccinisti, analfabeti funzionali e non, in quest'era dell'internet ognuno è libero di dire la sua e queste persone si rendono sempre più palesi nella loro pericolosa ignoranza. Vi fidereste a dare la blockchain in mano a queste persone? Sentireste le vostre proprietà al sicuro ben sapendo che basterebbe il 50% dell'umanità (esatto, proprio QUELLA metà: quella che, in questo preciso istante, sta commentando su Facebook l'ennesimo complotto sulle scie chimiche, per intenderci) per far saltare "tutto il cucuzzaro"?
Siamo davvero pronti a questo futuro?
La mia versione è semplice e perentoria: NO.
Ma sinceramente, dubito lo saremo mai, come gli operai in fabbrica non erano pronti all'avvento della catena di montaggio, come i produttori di lampade ad olio non lo erano per l'avvento delle lampadine elettriche, come l'uomo delle caverne non lo era quando scoprì per la prima volta il fuoco. La novità, la rivoluzione... chiamiamola pure "evoluzione" ci travolgerà senza lasciarci il tempo di decidere se siamo preparati o no, se è giusto o sbagliato... e quando sarà, chi può, farà bene ad essere pronto.
Perché probabilmente è questo che distingue noi Millenials dalle vecchie generazioni: siamo dei pecoroni, viviamo sugli allori, non siamo in grado di ribellarci... ma siamo maestri nell'adattarci, nel fonderci con il sistema, nell'amalgamarci alla società, nel cambiare colore come i camaleonti al primo segno di pericolo.
Lo so, è un super-potere un po' patetico, ma in fondo è quello che ha permesso all'umanità di sopravvivere fino ad oggi.
Quindi, addio vecchio mondo, quando ci lascerai ce ne faremo una ragione!
E cominceremo la nostra nuova avventura con quella frase stampata a schermo... quella presente alla fine della prima pagina del primo capitolo di ogni singolo tutorial sui linguaggi di programmazione:
System.out.println("Esempio di commento in java") - click for source