Una recente analisi condotta da sette agenzie diverse su 1,3 milioni di persone provenienti da 51 paesi diversi, ha osservato una certa tendenza per la soddisfazione della vita, o felicità, in funzione dell’età.
Si osserva un picco della felicità intorno ai 16 anni, seguito da una tendenza decrescente fino a circa 53 anni, punto in cui comincia una tendenza crescente che si conclude con la morte. Questo significa che in media si muore felici?
La differenza fra le varie curve sta anche nel come le agenzie hanno fatto le domande per rilevare il fenomeno desiderato. Alcuni chiedevano la soddisfazione della vita, altri chiedevano se ci si sentiva felici o infelici. Quindi le varie serie di dati non risultano comparabili in senso assoluto.
Rimane comunque un fenomeno comune a tutte le curve: seguono un andamento ad U e la base, o origine, si trova intorno ai 50 anni.
Gli autori hanno aggiustato le curve considerando fattori noti che influenzano il benessere, tipo ricchezza e salute.
Non si tratta della prima volta che i ricercatori trovano una curva del genere per questo fenomeno. Anche in altri primati, tipo gli orangotanghi, hanno osservato qualcosa di simile:
La metodologia dello studio ha fatto discutere: ovviamente i primati non rispondono ai sondaggi, quindi i ricercatori hanno chiesto ad alcuni dipendenti degli zoo di appuntare dati scrivendo come percepivano l’umore degli animali ed altro.
Non tutti gli accademici concordano sulla curva ad U per la felicità, a causa delle differenze fra varie nazioni, specie fra quelle meno ricche. Altri ricercatori hanno esaminato dati longitudinali, ossia che seguono gli stessi individui nel tempo (follow-up), e hanno trovato linee quasi piatte o ondulate per tutta la vita.
Nonostante pratico da anni la conoscenza del sé tramite i numeri, non so dire quanto e come il mio umore risulta cambiato negli ultimi anni, anche perché ho cambiato più volte il modo con cui lo traccio.
Inoltre nell’ultimo anno mi sono fatto un prototipo di rivelatore di sentimenti che ha messo in seria crisi l’attendibilità delle mie rilevazioni non basate su sensori. Il pensiero che mi assilla ha a che fare con queste parole
Se una serie di sensoriLa forma della felicità? riescono a catturare più sfumature di umore della mia esperienza umana, quanta vita sentimentale non vivo a causa di questa sensibilità limitata?
Sette agenzie hanno rilevato una tendenza ad U per quanto riguarda la distribuzione della felicità in funzione dell’età, pur se non tutti i ricercatori si trovano d’accordo.
Preciso che quelli di circa 50 anni non fanno na vita demmerda, ma che relativamente a quelli di 16 anni hanno meno felicità, stando a questo tipo di analisi. Ad esempio loro mediamente possono avere un punteggio di 7/10 mentre i più giovani più di 9/10, che in termini percentuali significa almeno un 28.5%, ossia un calo significativo.