Senza che ce ne accorgessimo i social e l’avvento di tutta questa tecnologia hanno cambiato la nostra vita,sia nel bene che nel male ma l’hanno cambiata.
Partiamo dagli auguri e da come sia cambiato il modo di scambiarseli.
E nel 1999 vi ricordate di
“Quant’è bella Megan Ghella”
La card di Omnitel che valeva 10.000 lire e permetteva di mandare 100 sms al giorno ad amici e parenti!
I tempi si sono evoluti passando ai primi mms che sfruttavano le prime connessioni gprs che consentivano di allegare immagini ai messaggi di testo,che comunque hanno avuto da sempre un costo elevato rispetto agli altri servizi di messaggeria istantanea.
Con il passare del tempo e l’arrivo degli smartphone e la tecnologia delle app,gli auguri sono diventati sempre più digitali e meno di chiamate tradizionali che intasavano la rete nei minuti successivi allo scadere della mezzanotte.
Il più usato di tutti a oggi è
Whatsapp
La maggior parte dei personaggi famosi è abituato a twittare gli auguri dalla propria pagina personale usando il social
TWITTER
Ormai anche noi usiamo i gruppi di messenger
Per me i veri auguri rimangono sempre quelli autentici ,veri,sinceri e soprattutto personali,e vi voglio riportare un’articolo pubblicato da La Repubblica che ha raccolto le lettere inviate e ricevute dai detenuti sparsi per l’Italia
Natale senza Kevi, il mio bambino, di Marsel Hoxha
Questo è il quarto anno che non posso festeggiare Natale con te, e neppure il tuo compleanno il 21 dicembre, papà non può stare vicino a te. Non ti posso fare gli auguri di buon compleanno e portarti un regalino. Non posso starti vicino a Natale, ma non ti ho dimenticato. Ogni giorno ti penso, ogni giorno guardo le tue foto e i disegni che mi avevi portato. Quando sei nato io ero giovane e non potevo credere che ero diventato un padre. Mi ricordo quando eri appena nato... avevi un mese e non smettevi di piangere e io dalla camera da letto mi alzavo e andavo a dormire in cucina. Non dimenticherò mai le tue prime parole, mi dicevi: TATI .. TATI .. TATI. Adesso sei cresciuto, quest'anno sei andato a scuola ma io non ti ho potuto accompagnare il primo giorno di scuola e neppure gli altri. Mi sono perso tanto di te, tutto! Le colpe sono tutto mie se non ho potuto fare il padre come si deve. Per i miei capricci e per le mie stronzate tu devi crescere senza un padre.
Ogni minuto, ogni giorno, ogni compleanno, ogni Natale papà ti ha pensato, ma quest'anno per me è l'anno peggiore perché tu sei in ospedale e non posso fare niente, soprattutto starti vicino. Tu puoi pensare qualsiasi cosa di me, perché non ti vengo a trovare, perché non ti posso fare i regali e gli auguri per il compleanno come per Natale. Tutte le colpe sono mie, ma non vuol dire che papà non ti vuole bene. Io sono disposto a fare tutto per te. Per te sono disposto a vendere anche il mio sangue, purché tu sia felice. Io ogni giorno ti penso e ogni notte prima di dormire prego per te, affinché tu possa uscire al più presto dall'ospedale e sempre prima di dormire guardo la tua foto che ho attaccato al muro vicino a me e ti do un bacio.
Io non ho mai saputo fare il papà, non capivo che tu dei regali non te ne fai niente se il tuo papà non ti sta vicino. Ora con la tua sofferenza ho imparato cosa deve fare un papà, spero che non sia tardi. Prego ogni giorno per questo motivo, affinché, presto, io abbia la possibilità di dimostrarti che ho imparato davvero. Spero che tu riesca a perdonarmi.
Buon Natale Kevi. Il tuo Papà