1942: il Mundial dimenticato

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馃槂 Che cos'猫 quella foto che hai appeso in salotto?
馃Ma come, non lo sai? E' l'immagine della finale del mundial disputato in Patagonia, nel 1942...
馃榿 "Mi prendi in giro? Conosco la storia del calcio, non si disput貌 nessun campionato mondiale dal 1938 al 1950..."
馃 Questa 猫 la versione ufficiale della FIFA, ma se hai qualche minuto di tempo ti racconto la vera storia...

Qualche anno fa in Patagonia fu ritrovato, nei pressi di uno scavo archeologico, uno scheletro umano abbracciato ad una telecamera.
I resti appartenevano, come 猫 facile immaginare, ad un cineoperatore argentino, tal Guillermo Sandrini, ma quello che si scopr矛 in seguito, grazie alla restaurazione della pellicola, fu sconvolgente: l'uomo era l'incaricato ufficiale alle riprese della quarta Coppa del Mondo, svoltasi in pieno periodo di guerra, in Patagonia.

Il Conte Otz infatti, ministro dello sport nella regione, ide貌 un torneo che sostituisse la Coppa Rimet, nonostante la contrariet脿 della FIFA, che fin da subito prov貌 a boicottare l'iniziativa, per dimostrare come lo sport potesse sempre sopravvivere alle situazioni pi霉 complicate.

Parteciparono dodici squadre, composte per lo pi霉 da lavoratori presenti sul posto in quegli anni: operai italiani, preti polacchi, soldati nazisti, sbarcati in Argentina per lavorare su un collegamento telefonico trans-oceanico, si aggiunsero a russi, brasiliani, inglesi, spagnoli e altri ancora, tra i quali pure una squadra di indios Mapuche, abitanti delle regioni del luogo; fu tuttavia la prima ed unica edizione della storia a non vedere scendere in campo il Paese organizzatore, dato che Cile e Argentina si rifiutarono di giocare contro i Mapuche, schierando in sostituzione solo una squadra regionale, la Real Patagonia.

Per sorteggiare i gironi si ricorse ad un metodo alquanto bizzarro, accoppiando le squadre tramite la scelta delle pagliette lunghe e corte. Nel gruppo A venne inserita l'Italia, che nel frattempo era riuscita, tramite una colletta degli operai, a far arrivare in Argentina anche alcuni giocatori professionisti, Ettore Puricelli, detto il toro, e il "Pavone" Bernini.

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Gli azzurri, ai quali da campioni in carica tocc貌 come da regolamento la gara inaugurale, vinsero entrambe le partite del proprio girone, battendo 1-0 la Patagonia, 3-0 i preti polacchi e raggiungendo la semifinale, dove ad aspettarli c'erano i temibili soldati tedeschi, in grado di regolare a loro volta 4-2 la Scozia e 5-3 il Brasile. Le altre due squadre capaci di approdare al penultimo atto del torneo furono i maestri inglesi, grazie alle due vittorie di misura su Uruguay e URSS, e i sorprendenti Mapuche, che fino a qualche giorno prima non conoscevano nemmeno le regole del gioco e che ora avevano sepolto di reti Francia e Spagna.

Prevedendo un clima piuttosto infuocato, con una tensione aumentata anche dalle vicende belliche, per arbitrare tutte le partite il Conte Otz pens貌 di ricorrere ad una personalit脿 in grado di non farsi intimorire dalle presunte minacce dei giocatori, niente di meno che William Brett Cassidy, presunto figlio del famigerato bandito Butch Cassidy; la scelta fu, in quel senso, quanto mai azzeccata, dato che le immagini mostrano pi霉 volte l'arbitro nell'atto di ricorrere alle minacce con la pistola o a colpi sparati in aria per placare i bollenti spiriti, anche se gli italiani gli contestarono di essersi venduto ai tedeschi, nel moneto in cui, durante la semifinale, concesse ai nazisti ben tre rigori piuttosto dubbi.

L'altra semifinale, fu, se possibile, ancora pi霉 rocambolesca: con il figlio di Butch Cassidy fuori gioco per via di una sbornia, l'incontro fu arbitrato da un ufficiale inglese, che nonostante i sospetti dei Mapuche per l'evidente conflitto di interessi, si appell貌 a tutto il fair play britannico e diresse la gara, vinta 2-1 dai locali, in maniera impeccabile.

Il giorno della grande finale, tra Germania e Mapuche, accadde di tutto: ad un certo punto, sul risultato di 1-1, il pubblico, complice anche un diluvio che pregiudicava la visibilit脿 in campo, fece sparire prima le porte e poi il pallone, per far ricomparire il tutto nel momento in cui i tedeschi, sfiancati dal correre dietro ad un pallone che non c'era, si fermarono, pare per volere diretto del Fuhrer, che ordin貌 di ritirarsi da quella farsa. I locali, che avevano risparmiato le energie per utilizzarle nel momento decisivo, segnarono la rete decisiva poco prima dello scadere, venendo proclamati incredibilmente campioni del mondo.

Purtroppo per貌, al momento della premiazione, a causa della pioggia, la diga, alla quale stavano lavorando gli operi italiani, croll貌, allagando il campo e travolgendo, tra gli altri, anche il povero cameraman, che perse la vita diventando eroe con le sue riprese; si dice che l'arbitro William Cassidy colse la palla al balzo per scappare con la Coppa Rimet, e la tragedia indusse tutti a non riconoscere carattere di ufficialit脿 al torneo.

Epilogo

Se vi siete appassionati a questa storia sappiate che, nonostante il Mundial 1942 rimanga ancora oggi avvolto dalla leggenda e secondo alcuni fu disputato davvero un torneo simile in quegli anni, il tutto 猫 frutto della fantasia dei registi italiani Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni, che ispirandosi al racconto dello scrittore argentino Osvaldo Soriano, "Il figlio di Butch Cassidy", nel 2011 diedero vita al falso documentario

Il Mundial dimenticato - la vera incredibile storia dei Mondiali di Patagonia 1942

presentandolo a vari Festival del Cinema internazionali, tra i quali Venezia, Shangai e Sao Paulo, dove 猫 stato addirittura premiato come miglior documentario.

Tedeschi e italiani pertanto non si affrontarono realmente a colpi di speroni e peperoncino piccante negli occhi, come raccontato nella pellicola, e la formazione italiana pu貌 ancora vantare la propria imbattibilit脿 nei campionati del mondo nei confronti dei teutonici, ma una strana copia della Coppa Rimet fu effettivamente ritrovata qualche anno dopo in un deposito del Sud America... E se fosse quella rubata da William Cassidy?

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