Potremmo chiamarla pittura meditativa, pittura sciamanica, pittura libera, quello che posso dire è che mentre dipingevo
avevo urgenza di mescolare colore, seguire linee che si accoppiavano per poi morire e ricominciare senza senso apparentemente e la mia mano era staccata dalla testa, istinto o incoscenza, si viaggiava nei meandri dell'anima, simboli che vengono alla luce in modo prepotente,scavalcando il potere della mente.
E proprio in quei momenti che ti senti bene nel flusso creativo, senza aspettative e la cosa più i portante senza dover per forza piacere a qualcuno. Potremmo dire una pittura di guarigione, che ti pacifica.
Non uso tele e non preparo fondi, quando la voglia ti assale qualunque supporto è buono, in questo caso ho usato stecche di legno leggero, per intenderci ,le cassette del mercato, un materiale pratico, ma sensibile hai cambiamenti climatici e comunque...impermanente nel tempo..un po' come lo siamo noi. Si trascende dall'estetica e si accoglie forse il linguaggio dell'anima, fatto di ombre e luci, movimenti di forme poco accattivanti, essenza nell'essere quello che si è, nell'esplorazione di un viaggio dentro di noi.
E chissà quando sara' il prossimo.