Si parte di prima mattina perché il percorso di oggi mi sembra molto lungo non sapendo la distanza né il tempo che impiegherò né l’ora in cui potrei rientrare in albergo. Da quando mi trovi in questa parte dell’America latina trovo grossi problemi nel valutare le distanze in chilometri. Quando chiedo qualche informazione mi rispondono sempre il tempo che potrebbero impiegare in auto o in autobus per cui devo fare calcoli strani per prevedere la distanza chilometrica. Nonostante ciò devo ammettere che sono molto educati e cortesi anche se non comprendono le cause per cui non voglio utilizzare il mezzo pubblico che è molto economico.
Per trovare la strada ho chiesto a varie persone che mi dicevano solo che è troppo lontano e che dovevo prendere il bus perché non potevo arrivare a piedi. Ho dovuto insistere affinchè rispondessero alle mie domande mi indicassero e alla fine mi sono incamminato su questa strada che è molto polverosa essendo formata da terra battuta per cui i mezzi dovevano andare molto adagio, Nella prima del percorso c’erano molte aziende floricultura. C’erano pochissime auto che si incontravano su tale strada per cui mi sono divertito ad ascoltare i miei passi ed il mio respiro. Ai lati c’erano moltissime case abitate da gente indigena impegnata nell’attività di allevatori di bovini. La gente che incontravo era molto educata e aveva piacere di parlare.
Si saliva sempre di pù con la polvere che si alzava a causa del vento e iniziavo ad avvertire una certa stanchezza anche se ero salito senza zaino dato che la sera dovevo rientrare nell’hostal. Mi piaceva guardare i monti andini, i vulcani ed i nevai iniziando ad avvertire un certo freddo. Dal modo di vestire dovevano essere certamente indigeni che vivevano in case isolate o in piccoli gruppi comunitari conservando la loro lingua ed i loro costumi. Ogni tanto vedevo qualche spaccio che serviva per le spese urgenti perché penso che i locali si recavano aa cayambe per le spese più grosse.
Alla fine son giunto alla Chimba mentre cadeva un gelido nevischio. Poiché nel paesino c’erano pochissimi negozi di vario genere per cui ho pensato di fermarmi per poco per poi prendere il bus per rientrare a Cayambe dato era mezzogiorno. Nel piccolo centro non ho visto pochissime persone tra c’eraa quasi nessuno perchè gran parte della popolazione era impegnata nei lavori dei campi o a portare a spasso le mucche.
In Colombia mi è capitato molto spesso di entrare in varie chiese e trovare parcheggiate le biciclette o qualche moto perchè la gente non si fida di lasciare il proprio mezzo fuori. Ha paura che debba alla fine ritornare a casa a piedi dato che il mezzo gli serve per andare a lavorare. Oltre ciò ho notato sia sabato nella cattedrale di Ibarra o in altri luoghi di culto che i bambini si comportano scherzando tra di loro o correndo oppure come se fossero fuori. Per i sacerdoti e per gli altri ciò è molto comprensibile mentre noi in Italia avremmo fatto un grosso scandalo.