Permacultura: i 12 principi (2^ parte)

casperway(54)
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Ciao a tutti, come promesso ecco la seconda parte dei 12 princìpi della permacultura.
Chi ha letto la prima parte, ha iniziato a farsi un’idea di cosa vuol dire pensare in termini permaculturali e soprattutto che la permacultura non è agricoltura, ma una visione olistica.

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N.7 Progetta dal sistema, verso il dettaglio
Si tratta di avere una visione a 360°; prima di progettare nel dettaglio, farsi un’idea di tutto il resto. Inoltre l’importanza del primo principio “osserva e interagisci” ci permette di progettare con dei modelli osservati in natura, senza quindi andare a stravolgere l’insieme delle cose.

N.8 Integra invece che separare
Siamo abituati a pensare in termini di dualità, cioè di separazione; la permacultura ci insegna invece ad imparare a sfruttare le risorse già presenti in loco, l’obiettivo è integrarsi nel contesto. Se, ad esempio, disponiamo di 3000mq e a noi servono solo 1000mq tra abitazione e orto, non c’è bisogno di intervenire su tutto il metraggio, ma in base al progetto, possiamo sfruttare erbe spontanee o stagni/laghetti presenti sul posto, questo lo si vede meglio nella suddivisione a zone.

N.9 Usa soluzioni piccole e lente
Molto semplicemente, le cose più semplici sono anche quelle che hanno bisogno di meno manutenzione. E’ inutile progettare un orto di un ettaro se non siamo in grado di occuparci dell’erba intorno la casa.

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N.10 Usa e valorizza la diversità
Qui ci sarebbe da aprire un lungo capitolo sulla monocoltura e la policoltura, ma mi limiterò a dire che in natura convivono insieme diverse specie, dove l’una può contare sull’aiuto reciproco dell’altra. Ad esempio un certo tipo di pianta attaccata da un parassita, può contare sull’aiuto di un’altra pianta che magari attira il parassita dell’insetto che sta procurando il danno e così via. In natura tutto è perfetto e si autoregola, siamo noi essere umani che, mossi dall’ignoranza, molte volte spezziamo questi equilibri. Ad esempio il solo ribaltamento della terra può provocare degli squilibri, ma anche qui ci sarebbe da aprire un capitolo a parte!

N.11 Usa i limiti e valorizza i margini
In natura, il punto dove si incontrano due ecosistemi diversi, è anche il più proficuo, proprio perché si uniscono le caratteristiche. Ad esempio l’inizio del bosco con un fiume, scoppia di biodiversità. Lì possiamo dare sfogo a tutta la nostra immaginazione, partendo sempre da delle basi; sapete che i rospi mangiano le lumache? O magari l’umidità del fiume può servire alla crescita di deterinate specie di piante che a loro volta possono servire per bio-massa? Si potrebbero fare davvero tanti esempi, ma lascio un po' alla vostra immaginazione.

N.12 Usa e rispondi ai cambiamenti con creatività
In una sola parola Resilienza, l’adattamento al cambiamento. Per noi è una cosa difficile, così abituati a scandire il tempo, le giornate, ecc… un tamponamento, del traffico in più, il pc che non va, potrebbero voler dire stravolgimenti sul lavoro, fare tardi ad un appuntamento potrebbe voler dire perdere il posto. Nella vita però, così come in natura, è sempre tutto impermanente e la nostra forza sarà proprio nell’adattarci a quel cambiamento, magari facendo una progettazione adeguata. Una stagione potrebbe capitare che non piove, quindi potremmo aver bisogno di accumulare acqua durante la stagione delle piogge; viceversa potrebbero presentarsi condizioni avverse come grandine e pioggia a distruggere il raccolto e così via. L’ultimo principio, ci insegna ad usare e ad adattarci al territorio che cambia in continuazione.
Questi sono i 12 princìpi della permacultura. Come abbiamo visto, non parlano solo di tecnicismi, ma parlano molto di noi stessi. L’invito è quello di migliorare, ma soprattutto migliorarsi. Come disse Gandhi, sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo, noi cosa stiamo aspettando?

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Vi saluto con un invito a riflettere
Casper

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