Lo spunto per questo post me lo ha dato un mio collega al ristorante oggi. Come è accaduto? Semplicemente perché è un ficcanaso e gli piace tanto farsi gli affari dei altri. E si, perché lui forse non vuole campare cent'anni.
Arrivo come sempre puntale, prendo il caffè e poi mi metto a fare le solite cose. Spazzare per terra, apparecchiare, pulire i vetri etc etc.
Tutto questo lo faccio scherzando, ridendo e rispondendo a varie domande. Nel frattempo il mio telefono fischia di continuo, arrivano diversi messaggi. Tra mia madre, mia sorella e i miei figli e un fischio continuò.
Giustamente il lavoro con i clienti non è ancora iniziato essendo presto, ma non controllo chi scrive e non rispondo. So che se c'è un emergenza non manderanno dei messaggi.
C'è questo mio collega che sta sempre con il cellulare, anche quando ha già dei clienti. Io l'ho soprannominato il centralinista, perché sembra che lavora in un call center e non a ristorante.
Mi chiede chi è che mi cerca così tanto e perché non rispondo. Un ammiratore?
Gli dico che sicuramente sono i miei figli, ma tra un attimo gli rispondo. E vado avanti con il lavoro. Ma lui non si da pace, e appena mi vede che prendo il telefono in mano, cerca di sbirciare.
E vede le emoticon che mi mandano i miei figli - 😘❤️. Rimane sorpreso, incredulo e direi anche un tantino triste. Gli domando perché è mi risponde che ho un rapporto strano con i miei figli. Non si capisce, secondo lui che io sono la madre e loro i figli.
Gli ho domandato perché strano, mi mandano baci e cuori. Cosa c'è di male?
Lui conosce i miei figli, tutti al ristorante conosciamo i famigliari dei altri. Sono anni che lavoriamo insieme. Mio figlio ha pure festeggiato i suoi 18 anni li,e ogni tanto vengono a cena per stare anche un po' con me, non solo per cenare.
Mi ha risposto sapete cosa. Che sua madre non gli ha mai detto ti voglio bene e non lo ha mai abbracciato o baciato in pubblico,e nemmeno in privato.
Gli sembrava strano perché i miei figli invece lo fanno. E ti voglio bene, noi non solo lo scriviamo con un messaggio, ma ogni uno a casa mia lo dice anche.
Dopo tutto questo il mio collega è diventato stranamente silenzioso, cosa insolita per lui. Ho continuato a preparare la sala e poi non è rimasto altro che aspettare l'arrivo dei clienti. Visto che oggi è sabato, se la sono presa comoda e sono venuti tardi. Noi al ristorante quei momenti così, li chiamiamo tempo perso.
Nel frattempo questo mio collega mi si è avvicinato e mi ha fatto i complimenti. Per il fatto che ho questo rapporto con i miei figli. Ma come, non era strano prima?
Mi ha risposto che ha pensato su, dopo aver visto i messaggi, e che non si era mai reso conto di quanto può essere bello sentirsi dire ti voglio bene da un genitore. Di non aver mai capito che è un qualcosa che a lui manca. E che quando un giorno avrà dei figli, cercherà di creare un rapporto come quello che ho creato io. Mi ha anche chiesto come ci sono riuscita.
Mi è dispiaciuto tantissimo per lui. Veramente.
Tante persone non si rendono conto che una carezza, un baccio o il solo dire ti voglio bene, danno felicità, gioia e serenità.
Tante persone non hanno mai imparato a farlo, perché nessuno glielo ha insegnato. Fare il genitore è una responsabilità. Non solo per procurare cibo, vestiti e beni materiali per i pargoli, ma anche è soprattutto amare e insegnare ad amare.
Devo dire che anche per me è stato un sentiero inesplorato, al inizio. A me piace la mia famiglia e voglio che i miei figli sappiano di essere amati.